Dizionario | Termini giuridici

Intermediazione

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Intermediazione

Intermediazione finanziaria (d. comm.)

Attività volta a facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di capitali. Essa consiste nell’esercizio, nei confronti del pubblico, delle attività di assunzione di partecipazioni (azionarie e obbligazionarie), di erogazione di finanziamenti, di intermediazione in cambi e più in generale di qualsiasi attività di negoziazione finanziaria per conto di terzi.

Tali attività sono svolte da intermediari finanziari autorizzati, sotto pregnanti controlli pubblici e con l’osservanza di regole volte a tutelare gli interessi e le aspettative degli investitori e dei risparmiatori.

Il settore più significativo dell’Intermediazione è costituito dall’esercizio dei cd. servizi di investimento [vedi] la cui disciplina è contenuta nel T.U. finanziario (D.Lgs. 58/1998).

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (d. pen.)

Commette tale delitto, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori (art. 603bis c.p.).

La fattispecie, introdotta dall’art. 12 del D.L. 138/2011, conv. in L. 148/2011, intende colpire in maniera specifica il fenomeno del cd. caporalato.

La condotta, per essere sanzionata, deve essere caratterizzata da un’attività esplicata con una qualche forma di organizzazione di mezzi o di persone (es. mezzo per il trasposto degli operai sul posto di lavoro): l’ipotesi è quella dell’imprenditore che si rivolge ad un soggetto terzo, l’intermediario, per ottenere mere prestazioni di lavoro da parte di altri soggetti posti a disposizione dallo stesso intermediario. Perché si configuri il reato, non è sufficiente la sussistenza del solo sfruttamento, essendo necessaria l’ulteriore condizione dell’uso della violenza, della minaccia o dell’intimidazione da parte dell’intermediario, il quale si faccia forte dello stato di bisogno o di necessità del lavoratore.

Agli effetti della fattispecie incriminatrice costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze:

—  la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;

—  la sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;

—  la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale;

—  la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.

La norma contempla un aggravamento della pena da un terzo alla metà se:

—  il numero di lavoratori reclutati è superiore a tre;

—  uno o più dei soggetti reclutati sono minori in età non lavorativa;

—  il fatto è commesso esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

Soggetto attivo del reato può essere chiunque. Si tratta invero di reato comune, mentre soggetto passivo del reato può essere soltanto un prestatore di lavoro.

Pena: reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Intermediazione mobiliare (d. comm.)

[vedi Servizi di investimento].

Intermediazione nel rapporto di lavoro (d. lav.)

È l’attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all’inserimento lavorativo dei disabili e di gruppi di lavoratori svantaggiati.

Comprende le attività di:

—  raccolta dei curricula dei lavoratori inoccupati, disoccupati o in cerca di migliore occupazione;

—  selezione e costituzione di una banca dati in grado di conservare e organizzare i dati raccolti;

—  promozione, anche a mezzo di strumenti di diffusione e di comunicazione sociale, nonché di gestione delle occasioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro;

—  effettuazione delle comunicazioni necessarie a seguito delle assunzioni intermediate (solo su richiesta del datore di lavoro);

—  progettazione ed esplicazione di iniziative di formazione, orientamento e aggiornamento professionale finalizzate all’inserimento lavorativo.

Mentre in passato lo Stato riservava a sé l’Intermediazione, con il regime di monopolio del collocamento, attualmente, per effetto di numerosi interventi legislativi, l’attività di Intermediazione può essere svolta sia dagli operatori pubblici, sia da quelli privati.



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