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Interruzione del processo

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Interruzione del processo (d. p. civ.): È un arresto temporaneo del processo determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio [vedi Contraddittorio (Principio del)], a seguito di eventi che abbiano menomato l’attiva partecipazione al processo delle parti o dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori in giudizio.

Tali eventi sono: la morte della parte o la perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione [vedi], inabilitazione [vedi], fallimento [vedi]; la morte o la perdita di capacità del rappresentante [vedi], nonché la cessazione della rappresentanza; la morte, la radiazione dall’albo o la sospensione dell’avvocato.

Se tali eventi riguardano la parte o il suo rappresentante legale e si producono prima della costituzione [vedi Costituzione delle parti] in giudizio, il processo è ipso iure interrotto; l’Interruzione del processo, però, può essere impedita se coloro a cui spetta di proseguire il giudizio si costituiscono volontariamente alla prima udienza, oppure l’altra parte provveda a citarli in riassunzione.

Se gli eventi riguardano la parte o il suo rappresentante legale, ma si producono dopo la costituzione, l’Interruzione del processo opera da quando l’evento è dichiarato o notificato dal difensore della parte nei cui riguardi si è verificato il fatto interruttivo.

Invece, se l’evento riguarda il difensore, il processo è interrotto dal momento in cui si verifica, senza bisogno di alcuna dichiarazione.

Se, infine, uno di tali eventi si verifica o è notificato dopo la chiusura della discussione [vedi] davanti al collegio [vedi], esso non produce effetto se non nel caso di riapertura dell’istruzione [vedi], giustificandosi la mancata Interruzione del processo per il fatto che con la chiusura dell’istruzione si è garantito in pieno il diritto di difesa della parte, per cui il verificarsi di uno degli eventi indicati nell’art. 299 c.p.c. non può pregiudicare l’integrità del contraddittorio [vedi].

Una volta interrotto, il processo prosegue se la persona o le persone legittimate si costituiscono in giudizio, in luogo della parte rispetto alla quale si è verificato l’evento (es.: gli eredi della parte defunta o il nuovo avvocato); il processo, inoltre, può essere riassunto per iniziativa dell’altra parte, che chiede al giudice, con ricorso, la fissazione dell’udienza. Il ricorso e il decreto con cui il giudice fissa l’udienza sono poi notificati all’altra parte.

Il processo dev’essere proseguito o riassunto nel termine perentorio di tre mesi; altrimenti si estingue. Tale termine decorre dalla data in cui la parte ha avuto legale conoscenza dell’Interruzione del processo.



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