Dizionario | Termini giuridici

Intese recanti pregiudizio alla concorrenza

1 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Intese recanti pregiudizio alla concorrenza (d. UE): L’art. 101 TFUE dichiara «incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato interno».

Tali relazioni tra imprese sono solitamente definite «intese», anche se il termine non viene espressamente citato nel trattato UE.

Un’intesa presuppone, cioè, l’instaurarsi di un rapporto tra una pluralità di imprese.

L’art. 101 TFUE fa riferimento a tre tipologie di intese:

—  gli accordi tra imprese. Questa tipologia di intesa prevede un incontro di volontà tra le parti. Affinché un tale accordo acquisisca la funzione di un’Intesa recante pregiudizio alla concorrenza, non è necessario che esso sia giuridicamente vincolante e valido ai sensi del diritto interno (rientrano nel divieto, infatti, anche i cd. gentleman’s agreements, sent. del 15 luglio 1970, Chemiefarma) né che sia redatto in forma scritta, essendo sufficiente che «le parti abbiano espresso la loro comune volontà di comportarsi sul mercato in un determinato modo» e che esso rappresenti «la fedele espressione della comune volontà dei membri dell’intesa circa il loro comportamento nel mercato comune» (sent. 6 aprile 1995, Tréfileurope, causa T-141/89);

—  pratiche concordate. Consistono in una «forma di coordinamento delle imprese che, senza essere stata spinta fino all’attuazione di un vero e proprio accordo, costituisce in pratica una consapevole collaborazione fra le imprese stesse, a danno della concorrenza, collaborazione la quale porti a condizioni di concorrenza non corrispondenti a quelle normali del mercato, tenuto conto della natura dei prodotti, dell’entità e del numero delle imprese, nonché del volume e delle caratteristiche del mercato stesso» (sent. 16 dicembre 1975, Suiker Unie, cause riunite 40/73 e al.).

In pratica, di fronte ad imprese che agiscono in maniera identica o simile (parallelismo di comportamenti), bisogna domandarsi se esso nasce da scelte autonome delle imprese o sia il risultato di una concertazione;

—  decisioni di associazioni tra imprese. Un’associazione di impresa è un’organizzazione che riunisce le imprese operanti su un certo mercato, prevista per legge o nata dall’iniziativa delle imprese interessate, ad adesione obbligatoria o facoltativa. La decisione può consistere sia in un atto che, da statuto, risulti vincolante per i componenti dell’organizzazione, sia da una raccomandazione accettata da un gran numero di associati.

Affinché un’Intesa recante pregiudizio alla concorrenza possa rientrare nel divieto dell’art. 101 TFUE deve:

—  essere in grado di provocare un pregiudizio al commercio tra gli Stati membri;

—  avere per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno degli Stati membri (pregiudizio alla concorrenza).




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