Dizionario | Termini giuridici

Inutilizzabilità degli atti

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Inutilizzabilità degli atti (d. pen.): Consiste nella inidoneità di un atto ad essere utilizzata a fini probatori.

L’Inutilizzabilità degli atti può essere assoluta o relativa.

Si ha Inutilizzabilità degli atti:

—  relativa, con riguardo a quegli atti che, pur essendosi formati legittimamente, possono essere utilizzati soltanto in alcuni stadi procedimentali o in relazione ad alcuni soggetti. Così la scelta del metodo dialettico per la formazione della prova impone l’Inutilizzabilità degli atti degli atti raccolti nel corso delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare in dibattimento; invece sono pienamente utilizzabili nella fase delle indagini ed in taluni riti speciali (rito abbreviato, patteggiamento).

Talora, invece, l’uso probatorio di un atto subisce limitazioni dal punto di vista soggettivo: così, l’art. 403 c.p.p. dispone che le prove assunte nel corso dell’incidente probatorio [vedi] sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione;

—  assoluta, quando un atto è sottoposto ad un divieto illimitato di utilizzazione. L’ipotesi tipica è quella della nullità assoluta di un atto [vedi Nullità]. Ne sono esempi le dichiarazioni rese alla p.g., nell’immediatezza del fatto, dall’indagato in assenza del difensore; le intercettazioni preventive, le intercettazioni raccolte in diverso procedimento; le dichiarazioni rese da persone detenute e non verbalizzate con fonoregistrazione.

L’Inutilizzabilità degli atti è deducibile dalle parti ed è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.




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