Che significa? | Termini giuridici

Istituti

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Istituti

Istituti di patronato e assistenza sociale (d. lav.)

Si tratta di un’associazione per l’assistenza ai lavoratori (e ai loro aventi causa) e per la tutela dei loro diritti, costituita e gestita da confederazioni nazionali di lavoratori (L. 152/2001).

L’Istituti è stato giuridicamente riconosciuto con D.Lgs. C.p.S. n. 804/1947 e qualificato persona giuridica di diritto privato dalla legge n. 112/1980.

Tra i compiti degli Istituti vi è la possibilità, su istanza dell’assistito, in ogni grado del giudizio, di rendere informazioni e osservazioni orali o scritte.

Istituti nazionale della previdenza sociale (leg. soc.)

[vedi I.N.P.S.].

Istituti nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (leg. soc.)

[vedi I.N.P.D.A.P.].

Istituti penitenziari (d. penit.)

Sono deputati a sovraintendere all’esecuzione delle pene privative della libertà inflitte dall’Autorità Giudiziaria, all’attuazione delle misure di sicurezza detentive, alla custodia cautelare degli imputati di gravi reati che, se lasciati liberi, potrebbero nuocere al regolare corso delle indagini oppure sfuggire alla giustizia.

Gli Istituti si distinguono in due principali categorie: Istituti per Adulti e Istituti per Minorenni a seconda se ospitano soggetti di età superiore o inferiore ad anni 18.

Gli Istituti per adulti si distinguono a seconda della categoria giuridica dei soggetti che accolgono, in quattro categorie (art. 59 o.p.):

—  Istituti di custodia cautelare;

—  Istituti per l’esecuzione delle pene;

—  Istituti per l’esecuzione delle misure di sicurezza;

—  Istituti a carattere particolare.

Tale distinzione risponde all’esigenza di mantenere una sostanziale differenza di trattamento tra coloro che sono stati riconosciuti colpevoli di reati da una sentenza irrevocabile di condanna (condannati) e coloro che sono in attesa di una decisione definitiva (imputati), in base al principio che ex art. 27, comma 2 Cost., non possono essere essere considerati colpevoli, se non dopo una condanna passata in giudicato.

Gli Istituti per i minorenni sono denominati Centri per la giustizia minorile [vedi], che hanno competenza regionale e dipendono dal Ministero di Giustizia.

Alla direzione di essi spettano oltre le attribuzioni previste per la direzione dei centri di rieducazione (coordinamento delle attività degli Istituti e degli organismi convenzionati o dipendenti, vigilanza sugli stessi etc.) anche funzioni di progammazione, di coordinamento dell’attività di servizi da essi dipendenti e di collegamento con gli enti locali.

Istituti per il sostentamento del clero (d. eccl.)

La L. 222/1985 ha previsto e disciplinato un sistema atto ad assicurare il congruo e dignitoso sostentamento di tutti gli appartenenti al clero cattolico che svolgono servizio in favore delle diocesi.

In ogni diocesi è eretto, con decreto del Vescovo diocesano, l’Istituto per il sostentamento del clero. Mediante accordi tra i Vescovi interessati possono essere costituiti istituti a carattere interdiocesano.

La Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I. [vedi]), a sua volta, ha provveduto ad erigere l’Istituto centrale per il sostentamento del clero, al fine di integrare le risorse degli istituti diocesani ed interdiocesani.

Gli Istituti integrano la somma dei proventi costituenti la remunerazione e gli stipendi dei sacerdoti, qualora non raggiunga la misura determinata dalla C.E.I., con i redditi del proprio patrimonio. Qualora tali redditi risultino insufficienti, gli istituti diocesani richiedono all’Istituto centrale la somma residua necessaria.

Istituti per la vigilanza sulle assicurazioni (d. ass.)

[vedi I.V.ASS.].

Istituti per le opere religiose (d. eccl.)

[vedi I.O.R.].

Istituti specializzati delle Nazioni Unite (d. int.)

Organizzazioni internazionali che perseguono, ciascuna nei limiti delle proprie competenze, i fini generali delle Nazioni Unite [vedi ONU] con cui sono collegate mediante appositi accordi.

Tali accordi di collegamento prevedono il ricorso a consultazioni in caso di necessità, il coordinamento dei rispettivi servizi tecnici, lo scambio di rappresentanti, documenti, osservatori e la sottoposizione degli Istituti al potere di coordinamento e controllo dell’ONU.

Gli Istituti svolgono funzioni di tipo normativo quali:

—  emanare raccomandazioni e risoluzioni dirette agli Stati aderenti;

—  predisporre progetti di convenzione tra Stati e promuovere la relativa conclusione;

—  emanare norme direttamente applicabili nell’ordinamento interno degli Stati a meno che questi, entro un certo periodo di tempo, non manifestino la volontà di ripudiarle.

Gli Istituti svolgono anche attività di carattere operativo e ausiliario, volte a promuovere la cooperazione per lo sviluppo fra gli Stati.

In particolare possono deliberare ed eseguire programmi di assistenza tecnica, di prestiti e di aiuti.



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