Che significa? | Termini giuridici

Latitanza

8 novembre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 8 novembre 2015



Latitanza (d. p. pen.)

È latitante chi volontariamente si sottrae alla custodia cautelare in carcere [vedi], agli arresti domiciliari [vedi], al divieto di espatrio, all’obbligo di dimora [vedi Divieto e obbligo di dimora] o ad un ordine di carcerazione [vedi].

L’elencazione delle misure di cui all’art. 296 c.p.p. ha carattere tassativo, dunque la sottrazione ad altre misure non determina Latitanza.

Al latitante è ad ogni effetto equiparato l’evaso [vedi Evasione].

La norma dell’art. 165 c.p.p., le notificazioni al latitante sono effettuate mediante consegna di copia dell’atto al suo difensore.

Gli effetti della Latitanza vengono limitati soltanto al procedimento penale nel quale essa è stata ritualmente dichiarata.

A differenza della dichiarazione di Latitanza, che presuppone un espresso provvedimento del giudice, la revoca della Latitanza discende direttamente dalla legge; la qualità di latitante cessa quando il provvedimento che vi ha dato causa è stato revocato ex art. 299 c.p.p. o ha altrimenti perso efficacia, ovvero quando sono estinti il reato o la pena per cui il provvedimento è stato emesso (art. 296 co. 4 c.p.p.).


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