Che significa? | Termini giuridici

Legge

8 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Legge (d. cost.)

Il termine Legge  designa sia la norma giuridica [vedi] che la fonte di produzione della norma stessa [vedi Fonti del diritto] e ricorre sia nei testi legislativi che nella stessa Costituzione:

—  come sinonimo di diritto (per indicare qualunque fonte normativa e qualunque norma giuridica positiva);

—  per indicare tutte le fonti del diritto, ad esempio nelle disposizioni preliminari al codice civile, intitolate appunto «disposizioni sulla legge in generale»;

—  per indicare talune fonti specifiche del diritto, tra cui la Legge ordinaria.

Legge annuale per le micro, le piccole e le medie imprese (d. comm.) 

Tale Legge  è stata introdotta dalla L. 11-11-2011, n. 180 (Statuto delle imprese). Il provvedimento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno, è volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo e reca norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le micro, piccole e medie imprese.

Legge atipica 

Una Legge  che, rispetto al tipo cui appartiene (ordinaria, costituzionale, regionale), presenta una capacità di innovare (forza attiva) o di resistere all’abrogazione (forza passiva) maggiore o minore. Sono atipiche, ad esempio, leLeggi elencate nell’art. 75 Cost., le uniche in grado di resistere all’abrogazione mediante referendum [vedi]. Rientra in tale categoria anche la Legge  di bilancio [vedi Bilancio (Legge di)], che non può imporre nuovi tributi o stabilire nuove spese, cioè non può fare ciò che le altre Leggi ordinarie [vedi Legge ordinaria] sono in grado di fare.

Difficile collocazione tra le Leggi atipiche e quelle rinforzate, sono le  Leggi che recepiscono le intese con i culti acattolici. Una parte della dottrina ritiene che tali intese entrino a far parte del procedimento legislativo, rinforzandolo. Altri, invece, riconoscono alle Leggi  in esame soltanto una forza passiva potenziata, in quanto le Leggi che non presuppongono le intese non possono abrogare quelle precedute da tali intese.

Legge  comunitaria (d. UE) 

Si trattava di una Legge  con la quale erano disciplinate le modalità di attuazione della normativa europea nell’ordinamento italiano. La sua emanazione è stata disposta dall’art. 2 della L. 86/89, meglio nota come legge La Pergola.

La Legge comunitaria è oggi sostituita dalla legge di delegazione europea [vedi] e dalla Legge europea [vedi].

Legge cornice o quadro 

Sono  Leggi dello Stato quelle contenenti i principi fondamentali di disciplina di singole materie, ai quali le Regioni a statuto ordinario si devono attenere nell’esercizio della potestà legislativa concorrente (art. 117 Cost.).

Legge costituzionale 

Trattasi di una Legge  contenente norme che si aggiungono a quelle della Costituzione o che le abrogano o modificano (in questi due ultimi casi si parla più propriamente di Legge  di revisione costituzionale).

La Legge costituzionale ha la stessa forza giuridica della Costituzione: per cui, nel contrasto tra una norma della Costituzione ed una Legge  costituzionale successiva, il criterio interpretativo è quello secondo il quale la norma posteriore nel tempo abroga la norma anteriore incompatibile. Tuttavia anche la  Legge costituzionale è vincolata al rispetto dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale [vedi Principi costituzionali].

 Legge delega 

[vedi Decreto legislativo].

Legge di bilancio (cont. di Stato) 

[vedi Bilancio].

Legge di conversione del decreto legge 

[vedi Conversione dei decreti-legge].

Legge di delegazione europea 

Si tratta della legge, introdotta con la L. 24 dicembre 2012, n. 234 (in sostituzione della legge comunitaria [vedi]) attraverso cui lo Stato [vedi], le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di propria competenza legislativa, danno tempestiva attuazione alle direttive [vedi] e agli altri obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea.

Ai sensi dell’art. 29 della L. 234/2012 il Presidente del Consiglio dei Ministri [vedi] o il Ministro per gli affari europei, dopo aver verificato gli atti normativi e di indirizzo emanati dagli organi dell’Unione e lo stato di conformità dell’ordinamento interno e degli indirizzi di politica del Governo [vedi] in relazione a detti atti, ne trasmette le risultanze tempestivamente, e comunque ogni quattro mesi anche con riguardo alle misure da intraprendere per assicurare tale conformità, agli organi parlamentari competenti. In seguito, presenta al Parlamento [vedi], entro il 28 febbraio di ogni anno, la  Legge di delegazione europea e ancora, senza nessuna indicazione riguardo alla scadenza temporale, una legge europea [vedi].

Nella  Legge di delegazione europea sono indicate le disposizioni di delega necessarie al recepimento delle direttive e degli altri atti, si precisa che la Legge di delegazione europea contiene in particolare:

—  la delega legislativa al Governo volta esclusivamente all’attuazione delle direttive europee e delle decisioni quadro da recepire nell’ordinamento nazionale;

—  la delega legislativa al Governo, diretta a modificare o abrogare disposizioni statali, per garantire la conformità dell’ordinamento nazionale ai pareri motivati indirizzati all’Italia dalla Commissione europea;

—  le disposizioni che autorizzano il Governo a recepire in via regolamentare le direttive;

—  la delega legislativa al Governo per la disciplina sanzionatoria di violazioni di atti normativi dell’Unione europea;

—  la delega legislativa al Governo per dare attuazione a eventuali disposizioni non direttamente applicabili contenute in regolamenti europei;

—  le disposizioni che, nelle materie di competenza legislativa delle Regioni e delle Province autonome, conferiscono delega al Governo per l’emanazione di decreti legislativi recanti sanzioni penali per la violazione delle disposizioni dell’Unione europea recepite dalle regioni e dalle province autonome;

—  le disposizioni che individuano i principi fondamentali nel rispetto dei quali le regioni e le province autonome esercitano la propria competenza normativa per recepire o per assicurare l’applicazione di atti dell’Unione europea nelle materie di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;

—  le disposizioni che autorizzano il Governo a emanare testi unici per il riordino e per l’armonizzazione di normative di settore, nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province autonome;

—  la delega legislativa al Governo per l’adozione di disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi.

Legge  di interpretazione autentica 

La Legge  di interpretazione autentica ha lo scopo di chiarire il senso di norme preesistenti, ovvero di imporre una delle possibili varianti di senso compatibili con il tenore letterale delle stesse, sia al fine di eliminare eventuali incertezze interpretative, sia per rimediare ad interpretazioni giurisprudenziali divergenti con la volontà del legislatore.

«Va riconosciuto il carattere interpretativo ad una Legge , la quale, fermo restando il testo della norma interpretata, ne chiarisca il significato normativo e privilegi una delle tante interpretazioni possibili, di guisa che il contenuto precettivo sia espresso dalla coesistenza di due norme, quella precedente e quella successiva, che ne esplicita il significato, e che rimangono entrambe in vigore. Le due norme si sovrappongono e l’una, la successiva, non elimina l’altra, la precedente» (Corte Cost., sent. 455/1992).

Legge  di stabilità (cont. di Stato) 

È il documento che, a partire dal 2010, sostituisce la legge finanziaria e al quale è demandata la definizione annuale del quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale dello Stato.

La Legge  di stabilità specifica fra l’altro:

—  il livello massimo del ricorso al mercato finanziario e del saldo netto da finanziare in termini di competenza, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale;

—  le variazioni delle aliquote delle imposte (con alcune eccezioni legate alle imposte regionali e locali);

—  l’importo complessivo destinato al rinnovo dei contratti pubblici;

—  le misure correttive delle leggi che comportano oneri superiori a quelli previsti;

—  le norme eventualmente necessarie a garantire l’attuazione del patto di stabilità interno.

La Legge  di stabilità può disporre nuove spese nei limiti di nuove o maggiori entrate tributarie, extratributarie e contributive o di riduzioni permanenti di autorizzazioni di spesa corrente.

Il disegno di Legge  di stabilità deve essere presentato dal Governo al Parlamento, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 15 ottobre. L’approvazione definitiva deve avvenire entro il 31 dicembre.



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