Dizionario | Termini giuridici

Legittimità

8 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Legittimità

Legittimità costituzionale [sindacato di] (d. cost.) 

Per sindacato di Legittimità s’intende quell’operazione di verifica volta ad accertare che una legge o un atto ad essa equiparato sia conforme alle norme della Costituzione [vedi], che ne disciplinano forma e procedura d’adozione e impongono o escludono determinati contenuti (artt. 134 ss. Cost.).

Quasi tutte le Costituzioni contemporanee prevedono tale controllo, anche se le concrete modalità con cui la verifica viene effettuata differiscono da ordinamento a ordinamento. Infatti, l’aver stabilito il principio che tutti gli atti subordinati alla Costituzione non devono violare le disposizioni contenute in quest’ultima, non risolve il problema di determinare quando e come tale controllo vada effettuato, a chi spetta attivare la verifica e a chi è demandato il compito di decidere. La diversa soluzione data a queste domande ha portato ad individuare le seguenti distinzioni tra:

—  sindacato preventivo e successivo (quando esercitare il controllo). Nel primo caso il controllo viene effettuato prima che la legge venga pubblicata ed entri in vigore (ad esempio in Francia), mentre nel secondo si tratta di verificare la Legittimità di un provvedimento già pienamente efficace;

—  sindacato diffuso e accentrato (chi può esercitare il controllo). Nel primo caso il potere di verificare la Legittimità delle leggi è riconosciuto in capo ad ogni giudice (ed è il tipico modello anglosassone), mentre nel secondo tale controllo è riservato ad un apposito organo autonomo e indipendente, nella maggior parte dei casi creato con l’approvazione della stessa Carta costituzionale;

—  sindacato incidentale e in via principale (quando può essere richiesto il controllo). Nel primo caso il giudizio di Legittimità può essere richiesto soltanto nel corso di un giudizio, mentre nel secondo può essere attivato direttamente da determinati soggetti.

La nostra Costituzione ha dato vita ad un sistema misto, che presenta le seguenti caratteristiche:

—  si tratta di un sindacato successivo, dal momento che la verifica avviene sempre su leggi o atti equiparati già in vigore;

—  il controllo è accentrato in un unico organo, vale a dire la Corte costituzionale [vedi];

—  tale controllo viene attivato [vedi Giudizio di legittimità costituzionale] sia mediante la rimessione alla Corte delle questioni di costituzionalità sollevate nel corso di un processo da una delle parti o dal giudice (sindacato incidentale), sia attraverso la diretta impugnazione degli atti ritenuti incostituzionali da parte dello Stato o delle Regioni (sindacato in via principale).

Legittimità dell’atto amministrativo (d. amm.) 

È lo stato di conformità dell’atto amministrativo alla norma giuridica che lo disciplina affinché l’atto, oltre che esistente, sia anche valido (cioè legittimo).

Fonte normativa dei vizi di Legittimità, che importano l’annullamento [vedi] dell’atto amministrativo, è l’art. 21octies della L. 241/1990 che prevede l’annullabilità del provvedimento adottato in violazione di legge [vedi] o viziato da eccesso di potere [vedi] o da incompetenza [vedi]. Detta norma riproduce la tripartizione dei vizi di legittimità riportato dall’antica disposizione di cui all’art. 26 del R.D. 1054/1924.




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