Dizionario | Termini giuridici

Licenza

8 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Licenza

 

Licenza di marchio (d. comm.) 

Attraerso la Licenza, il marchio [vedi] può essere concesso in godimento temporaneo. La Licenza può essere concessa anche a più soggetti contemporaneamente e può riguardare sia la totalità sia solo una parte dei prodotti o dei servizi per i quali è stato registrato. Essa, inoltre, può essere riferita all’intero territorio nazionale o soltanto a parte di esso. Dalla  Licenza di marchio non deve derivare inganno nel pubblico in relazione ai caratteri essenziali dei prodotti o servizi.

Licenza d’uso del software [contratto di] (d. civ.) 

Contratto, utilizzato esclusivamente per il software prodotto e commercializzato in serie, attraverso il quale il fornitore cede, dietro corrispettivo, al licenziatario il diritto di utilizzare in modo non esclusivo il programma e la relativa documentazione.

Il licenziatario, in quanto titolare del solo diritto d’uso e non della proprietà del software, non potrà né conoscere il suo funzionamento né intervenire su di esso per apportare modifiche o aggiornamenti.

 Licenza matrimoniale (d. civ.) 

[vedi Congedo matrimoniale]

Licenza per finita locazione (d. civ.) 

[vedi Locazione; Convalida di licenza o sfratto].

 Licenza per i detenuti (d. pen.) 

La legge penitenziaria ha previsto per il condannato ammesso alla semilibertà [vedi] (art. 52 L. 354/1975) e per l’internato (art. 53) la possibilità di ottenere Licenza, al fine di favorirne il reinserimento sociale.

La Licenza viene concessa dal magistrato di sorveglianza [vedi Magistratura di sorveglianza]: essa non può superare complessivamente i 45 giorni in un anno (per il condannato), mentre per l’internato può essere di tre tipi:

—  di sei mesi (cd. licenza di esperimento), nel periodo immediatamente precedente la scadenza fissata per il riesame della pericolosità [vedi Pericolosità sociale];

—  non superiore a giorni 15 per gravi esigenze personali o familiari;

—  non superiore a giorni 30, una volta all’anno.

Durante la Licenza, il soggetto è sottoposto alla libertà vigilata [vedi]. La violazione degli obblighi comporta la revoca della Licenza. Il mancato rientro comporta per il condannato ammesso alla semilibertà la sospensione cautelativa della misura alternativa [vedi Misure alternative alla detenzione], mentre per l’internato la circostanza assume rilievo solo ove oltrepassi le tre ore di ritardo (punizione in via disciplinare e revoca della semilibertà, ove goduta).

Il tempo trascorso in Licenza è computato nella durata della misura restrittiva della libertà (salvo violazioni, sanzionate dal magistrato di sorveglianza, contro il cui decreto è dato reclamo al Tribunale di sorveglianza).

Licenza quale atto amministrativo (d. amm.) 

La  Licenza viene considerata come un provvedimento permissivo che opera su diritti preesistenti, condizionandone l’esercizio. Il suo rilascio non presuppone esercizio di discrezionalità [vedi] o, al più, discrezionalità tecnica [vedi].

Un tentativo di dare autonoma rilevanza alla  Licenza è stato operato da Sandulli, che distingue due ipotesi. Infatti se alla Licenza preesiste un diritto soggettivo condizionato, allora le licenze sono una specie della generica figura dell’autorizzazione (cd. licenze in senso improprio) di esse erano un esempio le cd. licenze di commercio.

Se invece alla Licenza preesiste un interesse legittimo ci troviamo di fronte alle cd. licenze in senso tecnico di esse ne è esempio il porto d’armi.




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