Che significa? | Termini giuridici

Liste

8 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Liste

Liste bloccate (d. pub.) 

Liste elettorali [vedi] che prevedono l’elezione dei candidati nello stesso ordine con il quale sono stati presentati dai rispettivi partiti [vedi Sistemi elettorali].

L’adozione di tale sistema di fatto limita la libertà di voto e, in particolare, la libera scelta dei propri rappresentanti da parte del corpo elettorale.

Quando non vige tale sistema, attraverso il voto di preferenza, possono essere eletti i candidati che hanno ottenuto più voti personali, anche se non sono i primi iscritti nella lista elettorale.

In Italia, il meccanismo delle Liste, introdotto dalla L. 233/1977 prevedeva un sistema di elezione maggioritario con correttivo proporzionale [vedi Sistemi elettorali], in base al quale, laddove ad una lista fossero stati assegnati solo due seggi (nell’ambito della ripartizione proporzionale), questi sarebbero andati alle prime persone messe in lista dalla segreteria che, solo in questo caso, «decideva» i candidati da eleggere.

Con la L. 270/2005, di riforma del sistema elettorale (che ha reintrodotto il metodo proporzionale, contemplando un premio di maggioranza [vedi]), viene mantenuto il meccanismo delle Liste bloccate: sulla scheda elettorale è consentito apporre un solo segno, sul simbolo della lista prescelta. Gli elettori non possono, quindi, scegliere tra persone (esprimendo una preferenza per un determinato candidato), ma soltanto tra partiti. In tal modo entrano in Parlamento i candidati in ordine di Liste e risulta determinante la scelta centralizzata dei candidati da parte delle segreterie dei partiti. Non sono previste, inoltre, quote rosa, cioè riservate alle donne.

Tuttavia la Corte costituzionale, con sent. 1/2014, ha dichiarato, fra l’altro, l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali «bloccate», nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza individuale.

In ragione di tale pronuncia è all’esame del Parlamento una legge di riforma della L. 270/2005 al fine di garantire una governabilità mediante l’attribuzione di un consistente premio di maggioranza al partito o alla coalizione che abbia ottenuto la maggioranza dei voti.

Liste civetta (d. pub.) 

Sono quelle liste elettorali [vedi] che partecipano alla competizione elettorale al solo scopo di danneggiare determinate forze politiche nella raccolta dei voti confondendo l’elettorato, senza aspirare ad aggiudicarsi i seggi in palio.

Liste di collocamento (d. lav.) 

Si trattava di Liste in cui venivano inseriti nominativamente i lavoratori in cerca di prima o nuova occupazione.

Con la progressiva riforma del collocamento [vedi], l’operatività di agenzie private nel campo della mediazione tra domanda e offerta di lavoro e, soprattutto, l’introduzione del meccanismo di assunzione diretta del lavoratore, la funzione delle Liste è venuta meno. Esse sono state sostituite dall’elenco anagrafico informatico, tenuto dai centri per l’impiego, in cui sono iscritte, a richiesta dell’interessato, le persone inoccupate, disoccupate o occupate ma in cerca di altro lavoro.

Liste di mobilità (d. lav.) 

Hanno lo scopo di agevolare, anche attraverso appositi programmi di riqualificazione professionale, o diverse iniziative, il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati.

Alle Liste  sono iscritti i lavoratori (operai, impiegati e quadri) per i quali sia cessato il rapporto di lavoro a seguito di riduzione di personale ed i lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria senza possibilità di reimpiego [vedi Mobilità; Licenziamento collettivo].

Tra i vantaggi derivanti dall’iscrizione nelle Liste vi è, oltre il diritto a percepire l’indennità di mobilità, sussistendone i requisiti, anche il riconoscimento di un diritto di precedenza nelle assunzioni effettuate dal medesimo datore di lavoro (art. 8, co. 1, L. 223/1991).

A seguito della riforma degli ammortizzatori sociali (L. 92/2012), le Liste ed il relativo istituto saranno soppressi dal 2017 con la riconduzione della tutela dei lavoratori rimasti disoccupati a seguito di licenziamento collettivo o di mancato rientro dopo un periodo di C.I.G.S. nell’ambito dell’Assicurazione sociale per l’impiego [vedi].

Liste elettorali (d. pub.)

Dal punto di vista dell’elettorato attivo [vedi] le  Liste sono gli elenchi in cui sono iscritti i cittadini ammessi all’esercizio del diritto di voto. Le Liste si distinguono in:

—  generali distinte per uomini e donne compilate in duplice esemplare, l’uno tenuto presso l’ufficio elettorale comunale, l’altro presso la Commissione elettorale comunale territorialmente competente;

—  sezionali, le quali contengono i dati relativi agli elettori che, in base all’ubicazione delle rispettive abitazioni, sono assegnati alla singola sezione. Ogni Comune è, infatti, diviso in sezioni elettorali e i cittadini, a seconda della loro residenza, vengono assegnati alle varie liste sezionali.

Queste liste devono contenere due colonne che vengono riempite durante le votazioni in questo modo:

—  sono annotati gli estremi di un documento di identità dell’elettore;

—  vengono firmate da uno scrutatore.

Da esse si può riscontrare se il cittadino ha esercitato o meno il diritto di voto;

—  aggiunte, nelle quali sono iscritti i cittadini di Stati membri dell’Unione europea [vedi] residenti in Italia che ne abbiano fatto esplicita richiesta, essendo loro consentito il diritto di voto e l’eleggibilità alle elezioni comunali e a quelle del Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiedono.

Per quanto riguarda, invece, l’elettorato passivo [vedi], sono gli elenchi dei candidati di ciascun partito che concorre all’assegnazione dei seggi in ciascuna circoscrizione elettorale [vedi].

I partiti o i gruppi politici organizzati che intendono presentare (—) devono depositare presso il Ministero dell’interno il contrassegno col quale dichiarano di voler distinguere le liste medesime nelle singole circoscrizioni; all’atto del deposito del contrassegno deve essere indicata la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato e, in questo stesso momento, i partiti o i gruppi politici organizzati possono collegarsi tra loro in coalizioni.



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