Che significa? | Termini giuridici

Lodo

8 novembre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 8 novembre 2015



Lodo (d. p. civ.): È la decisione degli arbitri [vedi Arbitrato], redatta per iscritto, in ordine alla controversia della cui risoluzione sono stati incaricati dalle parti interessate.

La decisione degli arbitri deve avvenire con l’applicazione delle norme di diritto, salvo che le parti abbiano autorizzato una pronuncia secondo equità [vedi].

Dalla data della sua ultima sottoscrizione il  Lodo ha gli stessi effetti della sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria, per cui ha efficacia vincolante tra le parti in ordine all’accertamento del rapporto e delle situazioni che riguardano le parti stesse, le quali sono tenute ad osservare quanto stabilito dagli arbitri.

Tuttavia, affinché il  Lodo sia reso esecutivo e consenta la trascrizione o l’iscrizione di ipoteca giudiziale, occorre che la parte interessata faccia apposita istanza al tribunale nel cui circondario è la sede dell’arbitrato.

Il tribunale, accertata la regolarità formale del Lodo, lo dichiara esecutivo con decreto (cd. exequatur).

Contro il decreto che nega o concede l’esecutorietà del Lodo è ammesso reclamo alla Corte d’Appello.

Ciascuna parte può chiedere agli arbitri, entro un anno dalla comunicazione del Lodo, di correggere nel testo omissioni o errori materiali o di calcolo, o di integrare il Lodo con uno degli elementi indicati nell’art. 823, numeri 1), 2), 3), 4), c.p.c.

Gli arbitri, sentite le parti, provvedono entro il termine di sessanta giorni. Se gli arbitri non provvedono, l’istanza di correzione è proposta al tribunale nel cui circondario ha sede l’arbitrato.

Se il Lodo è stato depositato per l’esecutività (art. 825 c.p.c.) o è stato impugnato, la correzione è richiesta al tribunale davanti al quale pende l’impugnazione o presso il quale il Lodo è stato depositato.

Il Lodo è soggetto all’impugnazione per nullità (nei casi previsti dall’art. 829 c.p.c.), per revocazione [vedi] e per opposizione di terzo [vedi] (art. 831 c.p.c.).

I mezzi d’impugnazione possono essere proposti indipendentemente dal deposito del Lodo .

Sull’impugnazione decide la Corte d’Appello: in tal caso la Corte decide la controversia anche nel merito (salvo volontà contraria delle parti) se il Lodo è annullato per i motivi di cui all’art. 829, n. 5, 6, 7, 8, 9, 11 e 12 c.p.c. (art. 830, co. 2, c.p.c.).

Lodo Alfano (d. cost.) 

Provvedimento legislativo in base a cui i processi penali nei confronti dei soggetti che ricoprivano la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei Ministri erano sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applicava anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.

La Corte costituzionale, con sent. 262/2009, ha dichiarato incostituzionale tale previsione legislativa perché in contrasto con gli articoli 3 e 138 della Costituzione.

 Lodo arbitrale (d. int.) 

Definito anche sentenza arbitrale, è l’atto conclusivo di una procedura arbitrale.

Ha efficacia di cosa giudicata in senso sostanziale per le parti, nella misura in cui risolve in modo vincolante la controversia e in senso formale in quanto le parti si obbligano a considerarlo immutabile.

Il  Lodo deve essere reso per iscritto in quanto, per il riconoscimento e l’esecuzione della decisione arbitrale, le Convenzioni internazionali in materia richiedono la produzione all’autorità giudiziaria dell’originale della pronuncia o di copia autentica della stessa.

Lodo straniero (d. p. civ.) 

Chiunque vuol far valere nella Repubblica italiana un Lodo deve proporre ricorso al presidente della Corte d’Appello nella cui circoscrizione risiede l’altra parte; se tale parte non risiede in Italia è competente la Corte d’Appello di Roma.

Il presidente della Corte d’Appello, accertata la regolarità formale del Lodo, dichiara con decreto l’efficacia del  Lodo nella Repubblica salvo che:

—  la controversia non potesse formare oggetto di compromesso secondo la legge italiana;

—  il  Lodo contenga disposizioni contrarie all’ordine pubblico.

In base all’art. 840 c.p.c. contro il decreto che accorda o nega l’efficacia del  Lodo è ammessa opposizione da proporsi con citazione dinanzi alla Corte d’Appello, entro 30 gg. dalla comunicazione, nel caso di decreto che nega l’efficacia, ovvero dalla notificazione nel caso di decreto che l’accorda.


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