Che significa? Luce

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Luce: Si parla di luce quando il proprietario del muro realizza un’apertura avente tutte le seguenti caratteristiche:

a) è munita di un’inferriata, che deve essere stabile e che non possa essere rimossa neppure temporaneamente, idonea a garantire la sicurezza del vicino impedendo il passaggio di una persona;

b) è munita di una grata fissa in metallo le cui maglie non siano maggiori di tre centimetri quadrati (per evitare che dall’apertura vengano gettati oggetti nel fondo altrui). La grata non può essere resa mobile (Cass. 7 maggio 1980 n. 3019);

c) ha il lato inferiore ad una altezza non minore di 2 metri e mezzo:

– dal pavimento o dal suolo del luogo al quale si vuole dare luce e aria, se si trova al piano terreno, e non minore di 2 metri, se ai piani superiori;

– dal suolo del fondo vicino, a meno che si tratti di locale che sia in tutto o in parte a livello inferiore al suolo del vicino e la condizione dei luoghi non consenta di osservare l’altezza stessa.

La giurisprudenza precisa inoltre che nessun componente dell’apertura (ad esempio la grata fissa o il davanzale) deve fuoriuscire dal profilo esterno dell’apertura stessa (Cass. 10 gennaio 2013 n. 512).

Se il muro su cui si vuole aprire una luce è in comproprietà (ad esempio divide la proprietà individuale di un condomino dalla proprietà individuale di un altro condomino), nessuno dei due comproprietari può aprire una luce senza il consenso dell’altro (Cass. 12 giugno 1981 n. 3819), che deve essere dato per iscritto (Cass. 29 agosto 1998 n. 8611).


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