Che significa? | Termini giuridici

Mafia

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Mafia (crim.): Organizzazione criminale radicata nel nostro Paese, caratterizzata da una rigida struttura piramidale e dotata di un enorme potere economico sommerso; è oggi diffusa non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.

Le sue origini poggiano sulla particolare struttura socio-economica della Sicilia, caratterizzata dallo sfruttamento del latifondo e da un atteggiamento di viscerale diffidenza dei cittadini nei confronti dello Stato e delle istituzioni.

Nel secondo dopoguerra si è verificata una trasformazione nella struttura e nei metodi della Mafia che si è prepotentemente allargata estendendo la sua attività al controllo del mercato ortofrutticolo, allo sfruttamento della prostituzione e della manodopera, al contrabbando di armi e tabacco, alla commissione di illeciti edilizi, al traffico internazionale della droga in forma monopolizzata.

Questa trasformazione ha rafforzato il ricorso indiscriminato alla violenza, sia per affermare il predominio tra le cosche, sia nell’offensiva senza esclusione di colpi contro funzionari dello Stato, magistrati, poliziotti e uomini politici schierati dalla parte dell’interesse pubblico e della giustizia.

In un primo momento, fino alla fine degli anni settanta, la risposta e la reazione degli apparati dello Stato sia a livello legislativo che a livello giudiziario e di polizia è stata alquanto modesta, e in ogni caso assai poco incisiva.

Dal momento in cui la Mafia ha ordito trame sempre più complesse ai danni dello Stato e ai suoi rappresentanti (omicidio del generale Dalla Chiesa nel 1982, dei giudici Falcone e Borsellino nel 1992), tentando di scardinare l’equilibrio della società civile attraverso fitti giochi di collusione e reti sempre più vaste di omertà, lo Stato ha messo in atto una risposta più tenace ed aggressiva.

Ciò attraverso l’istituzione di organi ad hoc (es. Direzione investigativa antimafia [vedi D.I.A.]) dotati di strutture e poteri propri e di una legislazione mirata a colpire alla radice il fenomeno mafioso, e soprattutto a contrastare le connivenze e le collusioni tra Mafia e potere politico, favorendo allo stesso tempo la collaborazione dei mafiosi pentiti [vedi Collaboratore di giustizia] con la giustizia.

Da tempo, comunque, si avvertiva la necessità di un corpo organico di norme anti Mafia, così è stata emanata la legge delega n. 136/2010, nell’intento ambizioso di risistemare e raccogliere tali norme in un unico testo legislativo.

Purtroppo la crisi politica ed economica del Paese ha impedito la piena realizzazione di questo progetto che, sia pure ridimensionato, è comunque sfociato nell’adozione di un Codice delle misure di prevenzione (D.Lgs. 159/2011), nel quale sono state inserite le norme su alcuni organismi di lotta alla Mafia e sulla documentazione anti Mafia.

Il D.Lgs. 159/2011 rappresenta un interessante tentativo di riorganizzare una normativa dispersa in numerosi testi, attraverso l’introduzione di nuove disposizioni dirette a rendere più efficace l’amministrazione dei beni sequestrati alle organizzazioni mafiose.

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