Che significa? Magna Charta Libertatum Ecclesiae et Regni Angliae

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Magna Charta Libertatum Ecclesiae et Regni Angliae (d. comp.): Fatta approvare dal sovrano inglese Giovanni senza Terra nel 1215, la Magna Charta Libertatum Ecclesiae et Regni Angliae è un documento di fondamentale importanza poiché rappresenta, insieme con le sue successive modifiche (confirmationes), il primo tassello della struttura costituzionale «composita» del Regno Unito.

Le prerogative fondamentali riconosciute dalla Magna Charta Libertatum Ecclesiae et Regni Angliae possono essere così riassunte:

—  l’istituzione permanente di due organismi collegiali per assistere il sovrano nella gestione degli affari del regno: il Magnum Concilium, con competenze fiscali e giudiziarie; la Curia regis, un consiglio ristretto di 25 baroni laici ed ecclesiastici, con competenza generale;

—  veniva stabilito il principio, che sarà solennemente sancito da Eduardo I nel 1297, in base al quale la corona non poteva imporre tributi senza la previa autorizzazione del Concilium dei nobili (che nel 1340 si scinderà nella Camera dei Lord e nella Camera dei Comuni, dando vita alla struttura bicamerale del Parlamento);

—  il riconoscimento del principio dell’habeas corpus a tutela della libertà personale (art. 39), principio già operante nelle prime sentenze di Common law e che si trasferirà in tutti gli ordinamenti costituzionali successivi. L’habeas corpus [vedi] espressione latina che esprime il diritto ad essere padroni del proprio corpo, stabilisce che nessun suddito inglese potesse essere soggetto a restrizioni della libertà personale se non in seguito a un giudizio formulato dai suoi pari secondo le leggi del regno.

In queste limitazioni del potere del sovrano a vantaggio della tutela di determinate libertà dei sud­diti è stata vista, a ragione, la prima «formale» manifestazione del costituzionalismo inglese.

Le origini dell’istituto parlamentare, invece, risalgono al 1265 (Parlamento convocato, in assenza del re, da Simone di Monfort, capo della lega dei baroni contro Enrico III), e all’inizio del ’400 come struttura definita, con la divisione in due Camere e le affermazioni delle prime prerogative in campo legislativo.


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