Che significa? Mandato

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Mandato

Mandato alle liti (d. p. civ.): [vedi Procura alle liti].

 Contratto di Mandato (d. civ.): Con il contratto di Mandato una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra parte (mandante) (artt. 1703 ss. c.c.).

È un contratto consensuale, bilaterale, ad effetti obbligatori, di natura personale; può essere a titolo gratuito, ma nel silenzio delle parti si presume oneroso.

Il Mandato può essere:

—  con rappresentanza, se il mandatario agisce in nome e per conto del mandante (cd. spendita del nome);

—  senza rappresentanza [vedi], quando il mandatario agisce in nome proprio ed acquista i diritti ed assume gli obblighi derivanti dal negozio che va a compiere per incarico del mandante. In tal caso si instaura un rapporto diretto tra terzo e mandatario, salvo l’obbligo di quest’ultimo di ritrasferire al mandante il diritto acquistato.

Il Mandato va distinto dalla procura [vedi] che pure è presente nel Mandato con rappresentanza.

Il primo infatti, è un contratto mediante il quale il mandante attribuisce il potere ed il mandatario assume l’obbligo di compiere atti giuridici.

La procura, invece, è un atto unilaterale che conferisce, con efficacia verso terzi, il potere di agire, in nome e per conto del dominus negotii.

Il mandante è obbligato a: somministrare al mandatario i mezzi necessari per l’esecuzione del Mandato; rimborsargli le anticipazioni e le spese e pagargli l’eventuale compenso.

Il mandatario è tenuto a: eseguire il Mandato con l’ordinaria diligenza e rendere conto del suo operato al mandante.

MandatoMandato di arresto europeo (d. pen.) (d. UE): Con la L. 22-4-2005, n. 69 si è data attuazione in Italia al cd. Mandato, uno strumento di cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale che sostituisce parzialmente le disposizioni sull’estradizione [vedi] nei rapporti tra gli Stati membri dell’Unione europea [vedi] ed introduce una nuova disciplina della consegna nelle relazioni tra autorità giudiziarie con riguardo a persone colpite da misure cautelari [vedi] ovvero da sentenze definitive con condanna da espiare.

Lo scopo del Mandato è di rendere più agevole, all’interno dell’Unione europea, la cattura e la consegna dei ricercati sottoposti a condanna o a misura cautelare.

Si parla di procedura passiva di consegna quando è un altro Stato dell’Unione a richiedere allo Stato italiano la consegna di un imputato o di un condannato presente sul territorio. Competente a dare esecuzione al mandato è la Corte d’Appello [vedi] nel cui distretto è residente la persona da consegnare.

Presupposto per l’accoglimento della richiesta è che il fatto per cui è emesso il Mandato costituisca reato anche per l’ordinamento italiano, cd. doppia incriminazione. Indipendentemente dalla doppia incriminazione, tuttavia, la consegna è obbligatoria per fatti di particolare gravità specificamente individuati (art. 8). La consegna è inoltre subordinata al fatto che la persona che ne è oggetto non sia sottoposta a procedimento penale per un fatto commesso anteriormente e diverso da quello indicato nel Mandato (cd. principio di specialità).

Si parla, invece, di procedura attiva di consegna quando è lo Stato italiano a richiedere ad altro Stato dell’Unione la consegna di un imputato o di un condannato presente sul relativo territorio.

Competente ad emettere il Mandato è il giudice che ha applicato una misura di custodia in carcere o degli arresti domiciliari (es. il G.I.P.); ovvero, se vi è una sentenza definitiva da eseguire, il pubblico ministero che ha emesso l’ordine di esecuzione della pena ai sensi dell’art. 656 c.p.p. o competente all’esecuzione di una misura di sicurezza personale ai sensi dell’art. 658 c.p.p.

Il Mandato di arresto europeo è inoltrato al Ministro della giustizia che lo trasmette, dopo averne tradotto il testo, all’autorità competente per l’esecuzione dell’altro Stato.

Mandato di credito (d. civ.): Il Mandato (mandatum de pecunia credenda) è il contratto con cui un soggetto (A) si obbliga verso un altro (B) a far credito ad un terzo (C): il soggetto (B) che ha richiesto all’altro (A) di far credito risponde come fideiussore [vedi Fideiussione] di un debito futuro (quello che sarà assunto da C).

Nonostante il nome, questo contratto non deve essere confuso con il mandato [vedi], in quanto il mandatario, nella stipula del negozio di concessione del credito, agisce in nome e per conto proprio, non in nome o per conto del mandante.

Mandato di pagamento (d. civ.): Incarico a un terzo di pagare un proprio debito pecuniario [vedi Delegazione].

Mandato internazionale (d. int.): Istituto previsto dal patto della Società delle Nazioni, con cui i territori dell’ex impero ottomano e quelli dell’impero tedesco venivano, dopo la prima guerra mondiale, affidati in amministrazione prevalentemente agli Stati vincitori, in qualità di potenze mandatarie con il compito di promuoverne il processo di indipendenza ed autonomia. Analoga figura alla fine della seconda guerra mondiale (1945) fu l’amministrazione fiduciaria [vedi]. All’Italia venne affidata per 10 anni l’Amministrazione Fiduciaria della Somalia. Con il pieno affermarsi del principio di autodeterminazione dei popoli, tali forme di tutela, finalizzate a reggere quelle entità tetrritoriali che non erano ancora in grado di governarsi da sole, sono andate progressivamente scomparendo.

Mandato post mortem (d. civ.): È il negozio con il quale il mandante conferisce ad un altro soggetto (mandatario) un incarico da eseguirsi dopo la morte.

IL MANDATO POST MORTEM

Il mandato post mortem (lett., dopo la morte) può essere di tre tipi:

– mandato post mortem in senso stretto, quando il de cuius conferisce, con atto unilaterale (che per essere valido deve essere contenuto nel testamento) l’incarico a un soggetto di svolgere un’attività giuridica alla sua morte. Ne sono esempi la nomina del terzo arbitratore, dell’esecutore testamentario etc.;

– mandato post mortem exequendum, quando le parti concludono un normale contratto di mandato ma stabiliscono che esso dovrà essere eseguito dopo la morte del mandante. In tal caso le parti derogano alla regola che il mandato si estingue alla morte del mandante (art. 1722, n. 4, c.c.). Anche questa forma di mandato è valida;

– mandato mortis causa, quando la figura descritta sopra consiste nel realizzare un’attribuzione mortis causa non per testamento, bensì per contratto (es.: Mevio dà a Mevia, che accetta, l’incarico di trasmettere, dopo la sua morte, a Caio un bene della sua futura eredità). Tale atto viola il divieto dei patti successori ed è perciò nullo per illiceità dell’oggetto


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