Che significa? Marxismo

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Marxismo (sc. pol.): Complesso delle dottrine che si sono richiamate al pensiero di Karl Marx (1818-1883). L’eredità di Marx ai pensatori e ai movimenti che alla sua opera si ispirarono risiede essenzialmente nel materialismo storico, oltre che nell’elaborazione del socialismo scientifico.

In base al primo, le forme della società storicamente assunte dipendono dai rapporti economici dominanti, costituiti da forze produttive e rapporti di produzione. L’insieme dei rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, a cui corrisponde una dannosa e inutile sovrastruttura giuridica e politica come lo Stato.

In base al secondo, il proletariato rappresenta il solo protagonista della trasformazione sociale attraverso la lotta di classe, che mira all’abbattimento delle «classi dominanti».

La sua filosofia trova diffusione anche grazie all’attività dell’amico Friedrich Engels, coautore del Manifesto del partito comunista (1848) e autore della prefazione al terzo volume de Il Capitale (1894), la quale costituisce il punto d’avvio del dibattito sul Marxismo.

Tale dibattito fu dominato, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, dall’opposizione tra coloro che ritenevano inevitabile il crollo del capitalismo [vedi], come Karl Kautsky (1854-1938), e chi invece proponeva un dialogo con le forze politiche al potere per migliorare pacificamente le condizioni della classe operaia all’interno della democrazia borghese (Revisionismo). Tra questi ultimi si situava, ad esempio, Eduard Bernstein (1850-1932), il quale contestava alcune previsioni di Marx, quale quella della «proletarizzazione crescente».

Tuttavia l’impronta più importante sulla tradizione marxista è dovuta senz’altro a Lenin, il quale concentrò la sua analisi sul ruolo del partito comunista inteso come avanguardia del proletariato.

Il successo della rivoluzione sovietica (1917) finirà con l’imporre questa visione a molti Stati prevalentemente dell’Europa orientale, a Cina, Cuba, Corea e Vietnam del Nord, segnando al tempo stesso l’egemonia del partito comunista sovietico su quelli degli altri paesi. Il pensiero leninista rappresenterà per molto tempo la visione ufficiale del Marxismo, fino a poter parlare in effetti di marxismo-leninismo.

Tuttavia sono non pochi i pensatori che si sono allontanati in maniera più o meno marcata da questo filone principale di pensiero.

Tra di essi si può ricordare la pensatrice polacca Rosa Luxemburg (1870-1919), che sottolineò lo spontaneismo delle masse nella costruzione del socialismo e criticò la concezione leninista del partito.

Dal canto suo il filosofo ungherese György Lukács (1885-1971) pose in risalto il concetto di alienazione, rilesse le radici hegeliane del Marxismo, criticò l’organizzazione rigida e burocratica dei partiti comunisti del suo tempo.

Un contributo fondamentale appare quello fornito da Antonio Gramsci (1891-1937), il quale ritenne che il proletariato, per potersi costituire come classe dirigente e assumere una funzione di guida, avrebbe dovuto portare avanti una «lotta per l’egemonia». Attraverso il partito, esso doveva stimolare la crescita di una nuova figura di intellettuale, che avrebbe avuto di mira la realizzazione dell’etica, dei valori democratici e di eguaglianza.

Allo stesso modo vanno segnalati i contributi della Scuola di Francoforte vale a dire del gruppo di studiosi che, a partire dal 1923, si raccolsero intorno all’Istituto per la ricerca sociale (Institut für Sozialforschung) della città tedesca. Tra questi vi erano Theodor Wiesengrund Adorno (1903-1969), Max Horkheimer (1895-1973), Herbert Marcuse (1898-1979). La Scuola, pur nelle diversità degli autori e dei pensatori, propose una rivisitazione della visione del Marxismo all’interno della società di massa.

Alla fine del XX secolo il Marxismo è caduto fortemente in crisi, stretto da un lato dal crollo dei paesi del «socialismo reale» (a partire dal 1989, data della caduta del muro di Berlino), dall’altro dall’emergere di nuove tendenze e movimenti anticapitalisti, difficilmente inquadrabili nella tradizionale lettura marxista limitata alla sola lotta di classe.


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