Che significa? Mercato

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Mercato

Mercato comune (d. int.): La creazione di un Mercato fu l’obiettivo principale del Trattato istitutivo della CEE (1957). Il Trattato non conteneva una definizione di Mercato. Tale nozione è stata frutto di un’elaborazione giurisprudenziale della Corte di Giustizia nell’intento di eliminare ogni intralcio per gli scambi intracomunitari al fine di fondere i mercati nazionali in un mercato unico, il più possibile simile ad un vero e proprio mecato interno (Corte giust., 5 maggio 1982, C-15-81).

Gli aspetti fondamentali del Mercato erano:

—  le quattro libertà di circolazione (merci, servizi, capitali e lavoratori);

—  le relative misure di attuazione;

—  il perseguimento di politiche economiche comuni.

Successivamente il Mercato ha mutato la sua denominazione in mercato interno [vedi] o mercato unico (a partire dall’Atto Unico europeo).

L’instaurazione dell’unione economica ha portato alla creazione di un’unione doganale (1-7-1968) che stabiliva sia l’abolizione di dazi doganali per gli scambi di prodotti tra i Paesi aderenti, sia l’adozione di una tariffa doganale comune nei confronti dei Paesi terzi

Mercato del lavoro (d. lav.): Luogo virtuale in cui si incontrano la domanda di lavoro, proveniente dai datori di lavoro, e l’offerta di lavoro, proveniente dai lavoratori, da cui si costituiscono i rapporti di lavoro.

Nel diritto del lavoro l’espressione Mercato indica l’insieme di disposizioni tradizionalmente qualificate come intervento pubblico che si concretano sia in interventi di politica attiva del lavoro mirati a favorire l’incontro tra domanda e offerta, mediante l’esercizio dei servizi per l’impiego, sia in interventi di politica passiva finalizzati a fornire un sostegno economico in caso di cessazione del rapporto di lavoro [vedi Ammortizzatori sociali].

Mercato interno (d. int.): Detto anche mercato unico. Si tratta di una nozione introdotta dall’Atto unico europeo [vedi AUE] con la quale si vuole indicare «uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali» [vedi Quattro libertà] e la cui realizzazione è stata avviata dal 1° gennaio 1993.

Il concetto di mercato interno comprende, accanto alla completa realizzazione delle libertà fondamentali di circolazione di beni, persone, servizi e capitali (le quattro libertà simbolo dell’integrazione europea), anche l’attuazione di nuove politiche comuni e la coesione economica.

Mercato mobiliare (d. fin.) (d. comm.): Nella seconda metà del Novecento, in contemporanea con lo sviluppo economico e industriale del Paese, si è assistito ad una progressiva «disintermediazione» delle banche nella loro funzione di raccolta del risparmio destinato alle imprese, con l’apertura del mercato ad altri operatori ed altri strumenti finanziari.

Il Mercato può essere definito come il segmento del mercato finanziario sul quale vengono prodotti e/o scambiati valori mobiliari e svolte attività relative ai valori mobiliari, cioè i prodotti finanziari naturalmente destinati alla circolazione.

La disciplina del Mercato, quale la conosciamo oggi, è il frutto di un’evoluzione legislativa che prende avvio, essenzialmente, negli anni ’70, con l’istituzione della Commissione nazionale per le società e la borsa [vedi CONSOB] e che subisce, poi, un rapido processo di accelerazione a partire dagli anni ’90, dovuto anche agli effetti del recepimento di numerose direttive comunitarie in materia.

Il completamento dell’attuale disciplina del Mercato si è avuto con il D.Lgs. 58/1998 (Testo Unico Finanziario), il quale non persegue soltanto lo scopo, tipico dei testi unici, di unificare le norme della disciplina, ma anche quello di dettare le norme sull’organizzazione dei Mercato, la cui gestione viene liberalizzata, e quello di dettare una nuova disciplina di alcuni istituti di diritto societario, finalizzata al rafforzamento della tutela delle minoranze, con esclusivo riferimento alle società quotate in mercati regolamentati.


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