Che significa? | Termini giuridici

Mozione

23 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 Ottobre 2015



Mozione (d. pub.): La Mozione è uno strumento di indirizzo che mira a promuovere una deliberazione della Camera [vedi]. La Mozione consiste nella richiesta, fatta dai singoli parlamentari alla Camera cui appartengono, di procedere alla discussione e votazione, per esempio, su un determinato oggetto su cui una precedente interpellanza [vedi] li avesse lasciati insoddisfatti.

Può, comunque, essere posta, indipendentemente da precedenti interpellanze, purché almeno 10 deputati o 8 senatori o un presidente di un gruppo parlamentare [vedi] la promuovano.

Mozione di censura (d. UE): Provvedimento con il quale il Parlamento europeo [vedi] esprime il proprio parere negativo sull’operato della Commissione.

La Mozione può essere adottata non prima che siano trascorsi tre giorni dal suo deposito e si considera approvata quando abbia riportato la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che rappresentano la maggioranza dei membri che compongono il Parlamento europeo.

In conseguenza dell’adozione del provvedimento, i membri della Commissione saranno tenuti a dimettersi collettivamente.

È da notare che i membri della Commissione nominati per sostituire quelli «sfiduciati» durano in carica non cinque anni (termine normale), ma fino alla data in cui sarebbe scaduto il mandato dei Commissari dimissionari.

La Mozione richiama immediatamente l’analogo istituto della mozione di sfiducia previsto dalle Costituzioni di vari Stati membri. Occorre, però, tener presente che, a differenza degli esecutivi nazionali, la Commissione non è, in realtà, espressione di una maggioranza parlamentare, pur essendo soggetta al voto di approvazione del Parlamento europeo.

Mozione di fiducia (d. cost.): La Mozione di fiducia è l’atto con il quale ciascuna Camera approva il programma e la composizione del futuro Governo [vedi].

Essa è una dichiarazione di giudizio e di desiderio che nel caso in esame deve ottemperare ad un solo obbligo: quello della motivazione. Questa è necessaria, perché impegna il Governo ad una determinata politica, che viene illustrata alle Camere al momento della presentazione per ottenere la fiducia [vedi].

La Mozione di fiducia deve essere votata per appello nominale, e la presentazione deve avvenire entro 10 giorni dalla formazione del Governo.

Mozione di sfiducia (d. cost.): È l’atto mediante il quale viene revocato il mandato conferito al Governo, costringendolo alle dimissioni; tale Mozione deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera per assicurare il voto di una sufficiente quantità di parlamentari e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione, per evitare colpi di mano, cioè votazioni di sorpresa, magari nell’assenza di molti parlamentari ignari della circostanza.

Anche la Mozione di sfiducia deve essere motivata, nel senso che deve contenere l’indicazione delle ragioni per cui non si ritiene più opportuno avallare l’orientamento politico del Governo in carica.

Mozione di sfiducia individuale (d. cost.): La possibilità di votare una Mozione di sfiducia nei confronti di un singolo Ministro senza coinvolgere l’intero Governo non è esplicitamente prevista dalla Costituzione: l’art. 94 fa, infatti, specifico riferimento soltanto alla possibilità di votare una Mozione di sfiducia nei confronti dell’intera compagine governativa.

Ciononostante la Mozione di sfiducia individuale è stata ammessa nel regolamento della Camera dei deputati, che all’art. 115 prevede la stessa disciplina dettata per la Mozione di sfiducia al Governo; al Senato, invece, pur non essendo specificamente disciplinata, è stata ammessa nella prassi già a partire dal 1984.


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