Che significa? | Termini giuridici

Nave

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Nave (d. int.) (d. nav.): Il codice della navigazione, all’art. 136, definisce Nave qualsiasi costruzione destinata al trasporto per acqua, anche a scopo di rimorchio, di pesca, di diporto, o ad altro scopo.

In considerazione della sua rilevanza economica, è altresì un bene mobile registrato, il cui regime di circolazione è assoggettato a forme obbligatorie ed a specifici oneri di pubblicità.

Elementi di individuazione della Nave sono: il nome, il luogo di iscrizione (che devono essere segnati in modo ben visibile sulla superficie esterna della poppa, nonché ai due lati della prora), e la stazza.

Le Navi minori, invece che dal nome, sono contraddistinte da un numero segnato sul lato destro di prora e sinistro di poppa.

La Nave è divisibile in 24 quote di proprietà, chiamate carati, ognuno dei quali è suscettibile di ulteriore divisione in frazioni (art. 258 c. nav.): una Nave, per avere nazionalità italiana, deve appartenere, per una quota superiore a 12 carati, a persone fisiche, giuridiche o enti italiani o di altri Paesi dell’Unione Europea (art. 143 c. nav.)

Nave da guerra

Nel diritto internazionale le Navi da guerra sono considerate da parte della dottrina territorio flottante dello Stato e, come tali, godono di particolari privilegi e immunità anche quando si trovano in territorio straniero.

Lo Stato che consenta in tempo di pace l’ingresso delle Navi di un altro Stato nelle proprie acque territoriali [vedi Mare territoriale] non può svolgere alcuna attività di ispezione o di comando nei confronti delle stesse.

Inoltre, i membri dell’equipaggio delle Navi sono sottratti alla giurisdizione dello Stato territoriale (opinione controversa).

Nave mercantili o private

Nel diritto internazionale si differenziano dalle Navi da guerra perché spesso appartengono a privati e svolgono attività di carattere economico, commerciale e turistico ma sono estranee all’esercizio di funzioni pubbliche.

In alto mare sono sottoposte all’esclusivo potere dello Stato di bandiera [vedi], mentre nelle acque territoriali straniere subiscono limitazioni e restrizioni diverse rispetto a quelle militari.

Alle Navi in tempo di guerra sono imposte restrizioni particolari.

Nave ospedale

Per le norme di diritto bellico (III e IX Convenzione dell’Aja, II Convenzione di Ginevra etc.) vige un divieto per le potenze belligeranti di cattura o violenza delle Navi appartenenti al nemico.

Le Navi sono tenute ad alcuni adempimenti che ne garantiscono l’immediata riconoscibilità (superfici esterne dipinte di bianco con croce rossa) e la totale estraneità al conflitto (non possono trasportare truppe in assetto di combattimento, armi, mezzi militari etc.). È concesso, infine, ai belligeranti su di esse il diritto di visita.

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