Che significa? Navigazione

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Navigazione

Navigazione nel diritto internazionale

La disciplina della Navigazione aerea, inizialmente modellata su quella concernente la navigazione marittima [vedi], ha finito col comprendere principi propri, che oggi possono dirsi far parte del diritto consuetudinario [vedi Consuetudine]. I due principi fondamentali sono:

—  la sovranità dello Stato si estende allo spazio atmosferico sovrastante il territorio e il mare territoriale [vedi];

—  lo spazio aereo che non sovrasta alcun territorio è libero all’utilizzazione di tutti gli Stati.

In ogni caso, spetta allo Stato regolare il sorvolo sopra il suo territorio, salvo il rispetto degli obblighi internazionali. Peraltro, l’estrema velocità raggiunta dagli aerei ha determinato l’affermarsi della prassi delle zone di identificazione aerea, che si estendono anche per centinaia di miglia nello spazio sovrastante l’alto mare intorno alle coste. Gli aeromobili che entrano in dette zone e che sono diretti verso le coste, hanno l’obbligo di farsi identificare e localizzare: in caso di inosservanza sono sottoposti alle sanzioni dell’intercettazione, dell’obbligo di atterrare e, nei casi più gravi, addirittura dell’abbattimento.

Quanto alla Navigazione marittima, nel mare territoriale [vedi] di uno Stato straniero, la nave è sottoposta alla giurisdizione dello Stato costiero, fermo restando il diritto di passaggio inoffensivo e l’esclusiva competenza dello Stato di bandiera per fatti interni alla nave stessa.

Lo Stato costiero gode inoltre del diritto d’inseguimento [vedi Inseguimento (Diritto di)] nei confronti della nave che ha violato sue leggi interne.

Negli stretti usati per la Navigazione internazionale la Convenzione di Montego Bay ha previsto due diversi regimi:

—  per quelli che collegano una parte di alto mare (o zona economica esclusiva) ad un’altra è applicabile il diritto di passaggio in transito [vedi];

—  per quelli che collegano una zona economica esclusiva [vedi] o l’alto mare [vedi Acque internazionali] con il mare territoriale oppure gli stretti formati da un’isola e la terraferma appartenenti allo stesso Stato, si applica il diritto di passaggio inoffensivo (che non ammette il sorvolo).

Nella zona economica esclusiva (ma analoghe disposizioni si applicano anche alla piattaforma continentale) vi è piena libertà di Navigazione e di sorvolo.

Nell’esercitare tali diritti si deve però tenere conto dei diritti e degli obblighi dello Stato costiero. La Convenzione rimanda alle norme che regolano la Navigazione nell’alto mare per ciò che concerne i diritti esercitabili nella zona economica esclusiva.

Il principio generale riguardante la Navigazione nell’alto mare è che esso «è aperto a tutti gli Stati (artt. 87-111 Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare 10-12-1982), sia costieri sia privi di litorale» e dove vige la piena libertà di Navigazione e di sorvolo: tale libertà è condizionata unicamente al rispetto degli interessi e della libertà degli altri Stati.

Nell’alto mare la nave altrui può essere fermata e perquisita da una nave da guerra solo se sussistono seri motivi per sospettare che essa pratichi la tratta degli schiavi o la pirateria o per uso fraudolento di bandiera straniera.

Altre eccezioni al principio della sottoposizione della nave all’esclusivo potere dello Stato di bandiera sono:

—  l’intervento sulla nave altrui in alto mare in caso di incidente che sia suscettibile di inquinare il litorale dello Stato costiero;

—  il diritto di visita e di cattura della nave altrui, nel caso di contrabbando di guerra in tempo di pace.

Navigazione nel diritto interno

La Navigazione può essere aerea o marittima ed è regolata da apposite norme costituenti il diritto della navigazione [vedi Diritto privato].

Quanto alla Navigazione aerea, l’amministrazione della Navigazione è affidata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti [vedi]. Il territorio dello Stato è diviso in compartimenti di traffico aerei, a loro volta suddivisi in circoscrizioni di aeroporto.

Gli aeroporti e i campi di volo istituiti dallo Stato e adibiti in permanenza al servizio della Navigazione aerea sono aperti al traffico aereo civile come pure quelli militari designati dal Ministero. In tali aeroporti, nei limiti prescritti dal regolamento, possono atterrare, sostare e decollare gli aeromobili [vedi] privati.

Anche l’amministrazione della Navigazione marittima è coordinata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da cui dipende la relativa organizzazione con uffici statali ed enti pubblici.

Il litorale è a sua volta diviso in zone marittime e queste in compartimenti, in cui agiscono le capitanerie di porto. A tali organi si affiancano enti privati, agenti per proprio conto o con autorizzazione del Ministero.

La Navigazione si divide in:

—  costiera, fino a 20 miglia dalla costa;

—  di altura, quella di alto mare [vedi].

Le navi addette alla Navigazione interna, quando entrano in acque marittime, devono osservare le norme di polizia marittima e sono sottoposte alla vigilanza degli organi competenti per la navigazione marittima. Una minuziosa disciplina è contenuta nel Regolamento approvato con D.P.R. 631/49.

Un tipi di navigazione speciale che si svolge in acque marittime o interne è quella da diporto, che è effettuata a scopi sportivi o ricreativi dai quali esuli il fine di lucro.

La Navigazione da diporto può essere effettuata con: navi da diporto; imbarcazioni da diporto; natanti da diporto.


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