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Non menzione della condanna

19 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Non menzione della condanna [nel certificato penale] (d. p. pen.): Beneficio che il giudice può concedere al condannato, consistente nella non iscrizione della condanna sul certificato penale, rilasciato a richiesta di privati, salvo che per motivi elettorali.

Ha una finalità analoga a quella della riabilitazione [vedi], in quanto mira a favorire il condannato senza compromettere o intralciare le sue possibilità di trovare lavoro. La Non menzione della condanna evita che la condanna sia resa nota ai privati (mentre è comunicata alle pubbliche autorità che dovessero richiedere la fedina penale del condannato).

L’art. 175 c.p. prevede la concessione del beneficio solo per la prima condanna e sempre che venga inflitta una pena pecuniaria non superiore a euro 516 ovvero una pena detentiva non superiore a 2 anni. La Corte costituzionale, con le sentenze 7-6-1984 n. 155 e 17-3-1988 n. 304, ha dichiarato costituzionalmente illegittima tale norma nella parte in cui esclude che possano concedersi ulteriori non menzioni nel caso di condanne, per reati anteriormente commessi, a pene che, cumulate con quelle già irrogate, non superino i limiti di applicabilità del beneficio, nonché nella parte in cui il limite della pena pecuniaria inflitta viene autonomamente fissato in euro 516 anziché essere individuato nella somma pari a quella risultante dal ragguaglio della pena detentiva di 2 anni, a norma dell’art. 135 c.p. Se il condannato commette, successivamente, un delitto, l’ordine di non fare menzione della condanna precedente viene revocato d’ufficio.



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