Che significa? Obbligazione

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Obbligazione (d. civ.): È il rapporto tra due parti in virtù del quale una di esse (debitore) è tenuta ad effettuare una determinata prestazione a favore dell’altra (creditore).

L’Obbligazione può, quindi, definirsi come un vincolo giuridico caratterizzato da debito [il dovere di adempiere l’Obbligazione] e responsabilità (momento che consegue all’eventuale inadempimento [vedi] e che comporta, ai sensi dell’art. 2740 c.c., l’assoggettamento di tutto il patrimonio, presente e futuro, del debitore, all’azione esecutiva [vedi Esecuzione forzata] del creditore.

L’art. 1173 c.c. individua le fonti dell’Obbligazione nel contratto, nell’atto illecito e in ogni altro fatto o atto idoneo a produrla in conformità dell’ordinamento giuridico: tra questi ultimi rientrano la promessa unilaterale [vedi Promessa], la gestione di affari [vedi], l’arricchimento ingiustificato [vedi] e il pagamento dell’indebito [vedi].

L’oggetto dell’Obbligazione è la prestazione che può consistere in un fare, non fare, prestare o dare. La prestazione, ai sensi dell’art. 1174 c.c., deve essere suscettibile di valutazione economica e corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore.

Altri requisiti della prestazione sono la possibilità, la liceità e la determinatezza o determinabilità.

L’art. 1175 c.c. pone un dovere di correttezza a carico delle parti, richiamando così, anche in tema di rapporti obbligatori, il generale principio della buona fede [vedi].

L’adempimento della prestazione estingue l’Obbligazione. Questa può estinguersi anche per compensazione [vedi], confusione [vedi], prestazione in luogo dell’adempimento [vedi Datio in salutam], impossibilità sopravvenuta della prestazione [vedi], novazione [vedi] e remissione [vedi].

L’inadempimento della Obbligazione è fonte di responsabilità contrattuale [vedi Responsabilità] ai sensi dell’art. 1218 c.c., e determina l’obbligo di risarcire il danno [vedi].

Obbligazione cartolare (d. comm.): È l’Obbligazione incorporata in un titolo di credito [vedi]. Il concetto di Obbligazione cartolare acquista una sua peculiare autonomia rispetto a quello generale di Obbligazioni in considerazione del principio di letteralità che governa i titoli di credito. Di conseguenza, per provare l’esistenza del diritto è necessario il documento, che andrà presentato al debitore per poter pretendere l’adempimento.

La distruzione, lo smarrimento e il furto del documento può importare la perdita del diritto, salve le ipotesi di ammortamento. Quest’ultima è una procedura finalizzata a consentire l’esercizio del diritto indipendentemente dal possesso del titolo: la sua prima fase si conclude con la pronuncia, da parte dell’autorità giudiziaria, di un decreto di ammortamento, che deve essere notificato al debitore e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale; la seconda fase, meramente eventuale, si instaura qualora vi sia opposizione da parte del detentore del titolo e si conclude con l’accertamento, in contraddittorio tra ricorrente e debitore, circa la spettanza del titolo. Qualsiasi vincolo sul diritto non ha effetto se non risulta dal titolo stesso.

L’incorporazione importa inoltre che il titolare non può pretendere una prestazione diversa o più ampia di quella risultante dal documento, né il debitore è tenuto ad eseguire una prestazione diversa.

L’Obbligazione è autonoma rispetto ai precedenti rapporti intercorsi tra altri titolari e il debitore e ciò si riflette sulla disciplina delle eccezioni opponibili dal debitore.

Obbligazione civile nascente dal reato (d. pen., d. civ.): Dal reato derivano, oltre alla pena [vedi] e alle misure di sicurezza [vedi], anche conseguenze di ordine civile: alcune di esse sono previste dal codice civile (es.: indegnità a succedere), altre dal codice penale.

In particolare, gli artt. 185 ss. c.p. stabiliscono che:

—  ogni reato obbliga al ripristino della situazione di fatto preesistente al reato e da esso modificata (cd. restitutio in integrum);

—  ogni reato che abbia causato un danno patrimoniale o non patrimoniale obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma di legge, devono rispondere per lui; il risarcimento è dovuto al danneggiato dal reato, che può anche essere persona diversa dal soggetto passivo (persona offesa dal reato). Si pensi, ad esempio, all’omicidio: in questo caso soggetto passivo (titolare del bene protetto dalla norma) è la persona uccisa, mentre danneggiati dal reato sono i suoi prossimi congiunti;

—  ogni reato obbliga il colpevole alla pubblicazione, a sue spese, della sentenza di condanna, qualora la pubblicazione costituisca un mezzo per riparare il danno non patrimoniale cagionato dal reato (si pensi ai danni derivanti dal reato di diffamazione o di calunnia);

—  il condannato è obbligato a rimborsare allo Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena, e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri;

—  nei reati commessi da chi è soggetto all’altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell’autorità o incaricata della direzione o vigilanza è obbligata, in caso di insolvibilità del condannato, al pagamento di una somma pari all’ammontare della multa [vedi] o dell’ammenda [vedi] inflitta al colpevole, se si tratta di violazioni di disposizioni che essa era tenuta a far osservare e delle quali non debba rispondere penalmente.

Obbligazione degli interessi

[vedi Interessi].

Obbligazione naturale

È caratterizzata dal fatto di essere priva del momento coercitivo della Obbligazione: costituisce, infatti, una forma di debito senza responsabilità.

L’Obbligazione naturale consiste, in particolare, nell’adempimento di un dovere morale o sociale per cui il debitore, pur non avendo il dovere di adempiere, una volta eseguita la prestazione, non può ottenere la ripetizione di quanto prestato (art. 2034 c.c.).

L’irripetibilità della prestazione è caratteristica anche di altri doveri indicati specificamente dalla legge (es.: pagamento di un debito prescritto; spontanea esecuzione di una disposizione fiduciaria; pagamento di un debito di gioco e scommessa), rispetto ai quali si parla più precisamente di Obbligazioni imperfette, per evidenziare la circostanza che essi non possono essere fatti valere in giudizio e, allo stesso tempo, per distinguerli dalle Obbligazioni naturali.

Requisiti dell’adempimento della Obbligazione naturale sono la capacità [vedi] d’intendere e di volere di chi adempie e la spontaneità dell’adempimento.

Obbligazione oggettivamente complessa

Ricorre quando l’oggetto della Obbligazione è costituito da una pluralità di prestazioni.

Obbligazione pecuniaria

Si tratta di un’Obbligazione generica avente ad oggetto una somma di danaro.

L’art. 1277 c.c. dispone che i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al momento del pagamento e per il suo valore nominale. È questo il cd. principio nominalistico [vedi Nominalistico (Principio)], in virtù del quale si deve aver riguardo al valore nominale della moneta a nulla rilevando le variazioni del valore reale della stessa (svalutazione monetaria). Pertanto, il debitore deve dare la quantità di moneta stabilita, anche se il suo valore di scambio o il suo potere di acquisto si sia frattanto modificato. Tuttavia, il principio nominalistico trova applicazione solo per alcune categorie di debiti pecuniari, con la conseguenza che occorre distinguere tra:

—  debiti di valuta (per i quali trova applicazione il principio nominalistico) il cui oggetto è fin dall’origine una somma di denaro (es.: pagamento del prezzo da parte del compratore);

—  debiti di valore (per i quali, invece, non trova applicazione il principio nominalistico), cioè quelle Obbligazione nelle quali la moneta esprime il valore attuale della res debita e viene, perciò, considerata in relazione al suo potere d’acquisto, talché le modifiche di quest’ultimo assumono rilievo al fine di determinare l’ammontare dovuto (es.: risarcimento del danno).

Obbligazione propter rem (o reale): Le Obbligazioni reali, o propter rem, consistono in prestazioni accessorie ad un diritto reale e ad esso strumentalmente collegate (es.: il proprietario del fondo servente può essere tenuto, per legge o in virtù del titolo costitutivo della servitù [vedi], a prestazioni accessorie che rendano possibile l’esercizio della servitù da parte del proprietario del fondo dominante: si pensi al dovere di manutenzione di una strada adibita a servitù di passaggio).

Si tratta di vere e proprie Obbligazioni, perché il rapporto con una cosa, che le caratterizza, rileva soltanto come modo di individuazione del debitore, che muta con l’avvicendarsi dei titolari della proprietà o del diritto (si parla a tal proposito di Obbligazioni ambulatorie).

Obbligazione pubblica (d. amm.): È contratta dallo Stato e caratterizzata dalla natura pubblica dell’atto che la origina, nonché dalla particolare natura degli interessi che concorre a soddisfare.

L’Obbligazione pubblica può scaturire sia da rapporti obbligatori bilaterali (es.: Obbligazione derivanti da contratti di diritto pubblico [vedi Contratti della pubblica amministrazione]), sia da rapporti obbligatori unilaterali (es.: Obbligazione da sovvenzioni).

Obbligazione societaria (d. comm.): È un titolo di credito [vedi] (nominativo o al portatore) emesso da una società [vedi] per azioni e in accomandita per azioni. La Obbligazione societaria rappresenta i debiti pecuniari che la società assume verso terzi dai quali ha ricevuto un prestito: ogni obbligazionista vanta un diritto di credito alla restituzione della somma mutuata, nonché alla percentuale degli interessi pattuiti.

Le caratteristiche principali della Obbligazione vanno individuate nell’autonomia, nella letteralità e nell’astrattezza.

Non possono essere emesse Obbligazioni per somma eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

La società che ha emesso Obbligazioni non può ridurre il capitale sociale [vedi], se non in proporzione delle Obbligazioni rimborsate.

L’emissione di Obbligazioni va deliberata dagli amministratori [vedi Amministratore di società]; la deliberazione non può essere eseguita se non dopo l’iscrizione nel registro delle imprese [vedi].

L’organizzazione degli obbligazionisti si articola in due organi:

—  l’assemblea degli obbligazionisti, che delibera, in particolare, in tutti i casi previsti dall’art. 2415 c.c.;

—  il rappresentante comune degli obbligazionisti, al quale sono attribuiti una serie di compiti elencati dall’art. 2418 c.c.

La necessità di tale organo è data dall’esigenza della società di avere sempre dinanzi a sé un interlocutore abilitato a trattare per conto degli obbligazionisti.

Esistono vari tipi di obbligazioni che presentano determinate caratteristiche, come l’attenuazione dell’alea della svalutazione monetaria (cd. obbligazioni indicizzate), tipica dei titoli di credito a reddito fisso, e il collegamento dei diritti dell’obbligazionista alle vicende economiche dell’impresa.

Obbligazione soggettivamente complessa

È caratterizzata da una pluralità di soggetti dal lato passivo o dal lato attivo. In tale ambito è possibile individuare l’Obbligazione parziaria e Obbligazione solidale (artt. 1292 ss. c.c).


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