Che significa? Occupazione

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Occupazione

Occupazione appropriativa (d. amm.): [vedi Accessione invertita].

Occupazione come modo di acquisto della proprietà (d. civ.): È un modo di acquisto a titolo originario della proprietà, che consegue alla presa di possesso delle cose mobili che non sono mai state (res nullius) di proprietà di alcuno (gli immobili vacanti, invece, sono di proprietà dello Stato: art. 827 c.c.) e le cose abbandonate (res derelictae).

L’art. 923 c.c. enumerava tra le res nullius anche gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca, ma la L. 157/1992 ha disposto che la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale; pertanto, l’Occupazione di animali oggetto di caccia costituisce occupazione di res alicuius, non più di res nullius, integrando un illecito, ove difetti la relativa autorizzazione (licenza), nonché le altre condizioni previste dalla legge sulla caccia.

Per aversi Occupazione sono necessari:

—  l’impossessamento del bene;

—  l’intenzione di farlo proprio (animus occupandi).

Occupazione d’azienda (d. pen.): È una forma di lotta sindacale costituita dall’entrata e dalla permanenza nell’azienda di tutta o parte della forza lavoro ivi occupata, con astensione dall’attività lavorativa.

È discussa la liceità di tale comportamento, atteso che l’art. 508 c.p. configura come ipotesi delittuosa l’invasione od occupazione di un’altrui azienda agricola o industriale, effettuata col solo scopo di impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro.

Può escludersi, tuttavia, l’applicabilità della norma (dichiarata costituzionalmente legittima dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 220 del 17-7-1975), in quanto l’elemento intenzionale della Occupazione è generalmente diverso e ulteriore rispetto a quello di impedire o turbare il normale svolgimento (ottenere un miglioramento retributivo, far revocare un provvedimento discriminatorio, impedire lo smobilizzo totale o parziale dell’azienda, far ritirare un licenziamento collettivo).

Inoltre, la permanenza nell’azienda con astensione dall’attività lavorativa può essere ricondotta nell’ambito dell’esercizio del diritto di sciopero [vedi] e, in ogni caso, essa rimane per lo più un’attività civilmente illecita, senza divenire anche una fattispecie penalmente sanzionata.

Occupazione d’urgenza (d. amm.): Si ha quando per motivi di pubblica utilità occorre disporre della proprietà privata, al fine di eseguire opere necessarie per la collettività. In tal caso, la P.A. occupa il fondo immediatamente, corrispondendo un congruo indennizzo.

Il D.P.R. 8-6-2001, n. 327, T.U. dell’espropriazione per pubblica utilità [vedi] disciplina all’art. 22bis detto istituto.

Qualora l’avvio dei lavori per la costruzione dell’opera di pubblica utilità rivesta particolare urgenza, tale da non consentire il ricorso alla procedura espropriativa ordinaria, può essere emanato, senza particolari indagini o formalità, un decreto motivato che non solo determini l’indennità di espropriazione provvisoria, ma che disponga anche l’Occupazione anticipata dei beni necessari. L’espropriante potrà, quindi, occupare l’area e iniziare l’esecuzione dell’opera prima che sia adottato il decreto di esproprio, che viene per tale motivo preceduto dall’emissione ed esecuzione del decreto di Occupazione.

Accanto al criterio dell’urgenza, il legislatore ha individuato altre due specifiche ipotesi legittimanti l’Occupazione preordinata all’espropriazione:

—  per le opere strategiche (L. 443/2001);

—  nei casi in cui il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a cinquanta.

Il decreto che dispone l’Occupazione deve essere eseguito entro tre mesi dalla sua emanazione e perde efficacia nel caso in cui non venga emanato il decreto di esproprio nel termine stabilito dalla dichiarazione di pubblica utilità, ovvero nel termine di cinque anni decorrenti dal giorno in cui diviene efficace l’atto che contiene tale dichiarazione.

Occupazione di porzione di fondo attiguo (d. civ.) (d. amm.): [vedi Accessione invertita].


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