Che significa? Oltraggio

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Oltraggio

Oltraggio a pubblico ufficiale (d. pen.): Abrogato dall’ultima legge-delega sulla depenalizzazione (L. 205/99) e successivamente reintrodotto dal cd. «pacchetto sicurezza» (L. 94/2009), l’Oltraggio sanziona penalmente chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni (art. 341bis c.p.).

L’interesse tutelato dalla norma è da individuarsi nel prestigio del pubblico funzionario, accompagnato dal buon andamento della pubblica amministrazione.

Soggetto attivo può essere chiunque, eventualmente anche un altro pubblico ufficiale; trattasi, dunque, di reato comune.

Quanto alla condotta, analogamente alla previgente disposizione, consiste nell’offesa (la quale può manifestarsi in qualsiasi modo, anche con atti o in forma gestuale) all’onore (da intendersi in senso oggettivo, come il complesso delle qualità morali di una persona) ed al prestigio (inteso quale particolare forma di decoro determinata dalla posizione del soggetto passivo) del pubblico ufficiale.

Il fatto deve essere commesso in presenza di più persone (nella previgente disposizione tale situazione determinava un aggravio sanzionatorio) e la ragione dell’offesa, dunque, deve trovarsi nelle funzioni del pubblico ufficiale, in relazione ad uno specifico atto da compiere.

Il co. 2 prevede una configurazione aggravata sanzionante, con pena inasprita, l’offesa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato.

Se, peraltro, la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, la legge prevede che l’autore dell’offesa non sia punibile.

Inoltre, ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.

Quanto all’elemento soggettivo, la fattispecie è punibile a titolo di dolo generico, consistente nella coscienza e volontà della condotta, accompagnata dalla consapevolezza, nell’agente, della potenzialità oltraggiosa della frase pronunciata, e dalla volontà di rivolgerla al pubblico ufficiale.

Pena: Reclusione fino a 3 anni (aumentata fino ad un terzo in presenza dell’aggravante di cui al co. 2).

Oltraggio a un magistrato in udienza (d. pen.): Risponde di tale reato chiunque offende l’onore o il prestigio di un magistrato in udienza.

Il reato appartiene alla categoria dei delitti contro la P.A.

Scopo della norma è tutelare l’onore e il prestigio di un magistrato in udienza, considerando la particolare importanza della funzione da lui esercitata.

Col termine «magistrato» si intende ogni pubblico ufficiale che esercita, singolarmente o collegialmente, una funzione giudiziaria, sia essa giurisdizionale in senso proprio che requirente, ordinaria o speciale, in corpi omogenei o misti.

Udienza è quella fase del processo, normalmente pubblica, che si svolge nel contraddittorio delle parti, anche virtuale (es. procedimento in contumacia, udienza e istruttoria).

Il dolo [vedi] consiste nella coscienza e volontà dell’offesa, accompagnata dalla consapevolezza della qualifica del soggetto offeso.

Pena: Reclusione fino a tre anni.


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