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Opzione

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Opzione

 Contratto di Opzione (d. civ.): Contratto mediante il quale una parte si vincola verso l’altra a tenere ferma una proposta contrattuale, mentre l’altra si riserva la scelta di accettarla o meno (art. 1331 c.c.).

Il patto di Opzione produce, a carico dell’obbligato, gli stessi effetti della proposta irrevocabile [vedi Proposta contrattuale], essendo peraltro valido anche se non è fissato un termine per l’accettazione, che potrà essere stabilito dal giudice.

Colui che acquista la predetta facoltà di scelta paga talvolta alla controparte un corrispettivo; qualora non sia pattuito alcun corrispettivo l’Opzione si configura come un contratto a titolo gratuito [vedi Contratto].

La dottrina recente attribuisce al diritto di Opzione la natura di diritto potestativo [vedi Diritti soggettivi], spiegando in tal modo come il contratto, in vista del quale l’Opzione è stipulata, si perfezioni nel momento in cui l’optante manifesti la volontà di far venire ad esistenza il vincolo contrattuale.

Diritto di Opzione(d. comm.): Consiste nel diritto spettante a ciascun socio, in sede di aumento di capitale [vedi Capitale sociale (aumento del)], di sottoscrivere le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili [vedi Obbligazioni societarie], in proporzione delle azioni da lui possedute, a preferenza di altri soggetti.

Due sono gli scopi del diritto di Opzione:

—  evitare un’alterazione della compagine sociale esistente;

—  offrire ai vecchi soci la possibilità di ulteriori investimenti per i loro capitali.

L’esclusione del Opzione può aversi soltanto nei casi previsti dall’art. 2441 c.c., modificato da ultimo dal D.Lgs. 182/2012.

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