Che significa? | Termini giuridici

Orario di lavoro

20 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 Ottobre 2015



Orario di lavoro (d. lav.): Corrisponde alla durata della prestazione lavorativa nel rapporto di lavoro subordinato e svolge una funzione di tutela dell’integrità fisica e della libertà del lavoratore, delle sue esigenze familiari, culturali e di svago.

Il D.Lgs. 66/2003 definisce Orario di lavoro «qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni»: è accolta così una nozione di lavoro effettivo da cui cioè vanno escluse, secondo la prassi vigente e salvo diverse disposizioni dei contratti collettivi, alcune attività propedeutiche all’esecuzione della prestazione che non sono retribuite o computate come lavoro ai fini del superamento dei limiti di durata.

In conformità alle disposizioni del D.Lgs. 66/2003 si può affermare che l’Orario di lavoro applicato ai lavoratori può essere:

—  normale, fissato dalla legge di regola su base settimanale e che ha, come limite massimo, quello di 40 ore settimanali;

—  contrattuale, stabilito dal contratto collettivo di lavoro della categoria, in cui da un lato si può ridurre l’Orario di lavoro , stabilendo un limite settimanale inferiore alle 40 ore, e dall’altro, si può riferire l’Orario di lavoro , 40 ore o meno settimanali, alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno (cd. orario articolato o multiperiodale).

Inoltre il D.Lgs. 66/2003 introduce il principio della durata media settimanale dell’Orario di lavoro comprensiva del lavoro straordinario in cui il limite da rispettare, per ogni 7 giorni, è di 48 ore di lavoro comprese le ore di lavoro straordinario. Anche tale limite deve essere rispettato come media in un periodo di massimo 4 mesi (elevabile, da parte della contrattazione collettiva, a 6 mesi o, eccezionalmente, a 12).

Quanto alla durata massima giornaliera dell’(—), il D.Lgs. 66/2003 si limita a stabilire che:

—  il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore (cd. riposo giornaliero). Quindi, ferma restando la durata normale settimanale dell’orario di lavoro (40 o meno), un lavoratore potrebbe di regola lavorare anche 13 ore al giorno. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata;

—  se l’Orario di lavoro giornaliero eccede il limite di 6 ore, il lavoratore ha diritto a delle pause ai fini del recupero delle energie psico-fisiche, di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo e, eventualmente, per la consumazione del pasto. Le modalità e la durata delle pause sono stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro; in mancanza al lavoratore deve essere concessa una pausa di almeno dieci minuti, anche sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro.

I lavoratori hanno inoltre diritto al riposo settimanale, di regola in coincidenza con la domenica, secondo il principio generale stabilito dall’art. 36, co. 3°, Cost., alla sospensione dal lavoro in occasione delle festività nazionali civili e religiose, e al riposo annuale [vedi Ferie].


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI