Che significa? Parte

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Parte

Parte civile (d. p. pen.): Nel processo penale può costituirsi Parte civile il soggetto a cui un reato ha recato danno, ovvero i suoi successori universali, al fine di ottenere la restituzione o il risarcimento del danno dall’imputato [vedi] o dal responsabile civile [vedi].

La costituzione di Parte civile rappresenta il modo in cui l’azione civile [vedi] viene inserita nel processo penale. L’azione civile presuppone la legittimazione all’azione relativa e, quindi, il diritto sostanziale al risarcimento.

È anche necessaria la capacità processuale [vedi], sicché i soggetti che non hanno la capacità di agire [vedi] devono essere rappresentati, oltre che autorizzati o assistiti.

Le formalità di costituzione prevedono sempre una dichiarazione scritta (libellum litis) che può essere presentata anche da un procuratore speciale (art. 76 c.p.p.). La dichiarazione di costituzione, a seconda del momento in cui interviene, va presentata in udienza ovvero depositata nella cancelleria del giudice investito del processo (art. 78 c.p.p.). Essa presuppone in ogni caso la pendenza dell’azione penale, sicché il momento iniziale di azionabilità della pretesa civilistica coincide con l’esercizio dell’azione punitiva stessa. Infatti, la costituzione di Parte civile può avvenire non prima dell’udienza preliminare [vedi]; trattandosi di una «vocatio in judicium» occorre che del processo sia investito un giudice; il che avviene, per la prima volta, nell’udienza preliminare [vedi].

La costituzione di Parte civile può essere effettuata solo fino alla fase degli atti introduttivi del dibattimento, il quale, una volta apertosi, preclude la possibilità di ampliare la lite con l’azione civilistica (artt. 484 e 491 c.p.p.).

Una volta intervenuta, la costituzione di Parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo, dunque l’atto di costituzione non va ripetuto in sede di Appello e Cassazione, né può essere oggetto di impugnazione.

Circa i rapporti tra l’azione civile e l’azione penale (art. 75 c.p.p.) va detto che se la prima è già stata esercitata (e non è intervenuta sentenza di merito), può essere trasferita nel processo penale, altrimenti prosegue in sede civile. Se l’azione civile è proposta dopo la costituzione di Parte civile, detta azione è sospesa fino alla pronuncia di sentenza penale irrevocabile.

La revoca della Parte civile consiste nella rinuncia ad avvalersi della sede penale, ma non preclude il successivo esercizio dell’azione nella sua naturale sede civile, a meno che la rinuncia alla costituzione di Parte si associ alla rinuncia al conseguimento del risarcimento del danno.

La rinuncia ad avvalersi del processo penale, oltre che espressa con dichiarazione fatta personalmente dalla Parte, può essere anche tacita (per facta concludentia).

L’esclusione della Parte civile causa l’estinzione dell’azione civile nel processo penale. Legittimati a chiedere l’esclusione sono l’imputato [vedi], il responsabile civile [vedi] e il pubblico ministero [vedi].

Peraltro, l’esclusione, oltre che su richiesta, può essere disposta dal giudice anche d’ufficio, allorché accerta­­­ l’insussistenza dei requisiti per la costituzione di Parte civile. L’esclusione, al pari della costituzione di Parte civile, deve avvenire in fase introduttiva e cioè fino a quella deputata per la costituzione delle parti.

Parte del negozio giuridico (d. civ.): Nel negozio giuridico è il soggetto che partecipa all’atto quale portatore di un interesse giuridicamente rilevante al compimento del medesimo.

Si distingue tra Parte formale, che è il soggetto che materialmente manifesta la volontà negoziale, e Parte sostanziale che è invece il soggetto cui sono direttamente imputati gli effetti giuridici del negozio. Generalmente coincidono, ma è possibile una scissione tra le due posizioni, come nel caso di rappresentanza [vedi] diretta.

La Parte può poi essere formata da più soggetti che hanno una identica posizione di interessi: cd. Parte plurisoggettiva. La Parte in questo senso è identificata come un unico centro di interessi, e rimane unica anche se comprende più soggetti.

In relazione al numero delle Parti (e non al numero dei soggetti) si distinguono negozi unilaterali, bilaterali, o plurilaterali [vedi Negozio giuridico].

Parte lesa (d. p. pen.): [vedi Persona offesa].

Parte nel processo amministrativo (d. p. amm.): Analogamente a quanto previsto nel processo civile, anche nel processo amministrativo [vedi] il concetto di Parte lesa si riferisce al soggetto che propone l’azione in nome proprio nonché al soggetto avverso il quale l’azione è proposta.

Nella dinamica processuale, fondamentale è chiarire che il ricorrente è colui che, invocando l’applicazione delle norme che disciplinano l’azione amministrativa, chiede l’annullamento di un atto in quanto ritiene violate tali norme; dall’altra parte l’amministrazione resistente è colei che difende il modo attraverso il quale si è provveduto all’esercizio del potere [vedi].

Da quanto precede si possono definire Parti lese principali e necessarie del normale giudizio impugnatorio:

il ricorrente, intendendosi per tale colui il quale, come titolare dell’interesse all’annullamento o alla riforma di un atto amministrativo, propone il ricorso [vedi] affermandosi appunto titolare dell’interesse legittimo oltre che interessato all’eliminazione dell’atto.

Va ricordata in questa sede la figura del ricorrente incidentale, Parte lesa principale ma eventuale, ossia colui il quale vede nascere l’interesse al ricorso solo al momento della notifica [vedi Notificazione] del ricorso principale al fine di evitare le conseguenze negative dell’accoglimento di quest’ultimo.

Il ricorrente incidentale di norma chiede che la propria domanda sia accolta subordinatamente all’accoglimento della domanda principale;

il resistente, ossia il soggetto interessato alla conservazione del provvedimento impugnato che chiede, pertanto, il rigetto del ricorso. Di solito è l’amministrazione autrice dell’atto impugnato, cd. Parte lesa resistente pubblica, portatrice istituzionale dell’interesse che l’atto ha inteso soddisfare;

gli eventuali controinteressati, intendendo per tali coloro che hanno un interesse uguale e contrario rispetto al ricorrente e posizione analoga a quella del resistente.

Sono invece Parti accessorie i cd. interventori [vedi Intervento]. Con riferimento al concetto di Parti assume rilevanza anche il fenomeno del litisconsorzio [vedi].

Parti nel processo civile 

Acquista la qualità di Parte chi, in un processo, in nome proprio agisce (proponendo la domanda, cd. soggetto attivo o attore) o contraddice (cioè colui contro il quale la domanda è proposta, cd. soggetto passivo o convenuto), o nel cui nome si agisce o si contraddice.

In generale, quindi, si può dire che Parte  nel processo civile è chi compie gli atti processuali o ne subisce gli effetti, ed è perciò destinatario dei provvedimenti del giudice.

In quanto tali, le Parti devono possedere nel processo determinati requisiti (libero esercizio dei diritti che fanno valere), devono in taluni casi essere rappresentate o assistite (il minore, l’interdetto, le persone giuridiche), hanno specifici doveri (iniziativa di Parte, impulso processuale, onere della prova), ed infine sono obbligate ad assumersi la responsabilità per le spese e per i danni processuali (comportamento processuale probo ed onesto, rimborso delle spese, risarcimento del danno per aver agito con mala fede o colpa grave).

Parti nel processo penale (d. p. pen.): Nel processo penale, relativamente all’azione penale, Parti essenziali sono il Pubblico Ministero [vedi] e l’imputato [vedi]; Parte eventuale è il civilmente obbligato per la pena pecuniaria [vedi].

Per l’azione civile lev sono la parte civile [vedi] e il responsabile civile [vedi]; si tratta di Parti eventuali poiché eventuale è in sede penale l’esercizio dell’azione civile.

Si distingue poi tra Parti sostanziali, ossia i portatori degli interessi materiali coinvolti nel processo, e Parti formali, rappresentate dai difensori delle prime.

Il momento iniziale e quello finale dell’assunzione della qualità di Parti varia a seconda dell’azione:

per l’azione penale il momento iniziale è quello dell’imputazione, quello finale coincide con il formarsi del giudicato;

per l’azione civile il soggetto diventa Parti con la chiamata in giudizio o l’intervento volontario, perde tale qualità con il giudicato o l’esclusione dal processo.


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