Che significa? | Termini giuridici

Patrocinio

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Patrocinio (d. p. civ.): Indica genericamente l’attività difensiva (art. 82 c.p.c.) svolta da avvocati e praticanti abilitati. Si tenga presente che «ministero di difensore» è l’attività procuratoria in udienza; mentre «assistenza di difensore» indica la consulenza difensiva svolta dall’avvocato.

Patrocinio a spese dello Stato

Originariamente limitato (dalla legge 217/1990) ai soli giudizi penali, penali militari e civili concernenti l’azione per il risarcimento del danno dipendente da reato, è stato esteso a tutti i giudizi civili ed amministrativi, nonché agli affari di volontaria giurisdizione [vedi]. Successivamente la disciplina è confluita nel T.U. sulle spese di giustizia (D.P.R. 115/2002).

Può essere ammesso al Patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, non superiore al limite soggetto ad un adeguamento biennale in relazione alla variazione dell’indice dei prezzi.

Attualmente, in base al decreto 2 luglio 2012 del Ministero della Giustizia, tale somma è pari a 10.776, 33 euro lordi.

Possono essere ammessi al Patrocinio le persone fisiche (anche stranieri ed apolidi) e gli enti o associazioni che non perseguono fini di lucro e non esercitano attività economica.

La parte ammessa al Patrocinio può scegliere il difensore da un elenco di avvocati istituito presso ciascun Consiglio dell’ordine e rinnovato annualmente.

In caso di Patrocinio le spese sono anticipate dallo Stato e non sono richiesti diritti o contributi per gli atti necessari; l’ammissione al Patrocinio è revocabile in presenza di false dichiarazioni o attestazioni fornite dal richiedente: in tale caso, oltre alle sanzioni penali irrogate, è prevista l’azione di recupero delle somme anticipate.

La disciplina in vigore dal 1° luglio 2002, ha altresì abrogato l’ormai anacronistico istituto del gratuito patrocinio [vedi].

I COMPITI DEL P.M. IN MATERIA CIVILE E PENALE

In materia civile

– può esercitare l’azione civile in alcuni casi stabiliti dalla legge (art. 69 c.p.c.);

– interviene obbligatoriamente in alcune categorie di cause elencate dalla legge (art. 70, n. 1, 2, 5 e 9 c.p.c.);

–può intervenire in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse (art. 70 c.p.c.);

– interviene in ogni causa davanti alla Corte di Cassazione;

– può proporre alla Corte di Cassazione il ricorso nell’interesse della legge avverso le sentenze (art. 363 c.p.c.).

In materia penale

– esercita l’azione penale (art. 112 Cost.: Il p.m. ha l’obbligo di esercitare l’azione penale);

– svolge le indagini preliminari;

– interviene a tutte le udienze penali delle Corti e dei Tribunali e, in mancanza del suo intervento, l’udienza non può aver luogo;

– richiede al giudice i provvedimenti incidenti sulle libertà dei soggetti (misure cautelari, intercettazioni etc.);

– esegue i provvedimenti del giudice (art. 655 c.p.p.);

– dirige la polizia giudiziaria.

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