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Perizia

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Perizia (d. p. civ.) (d. p. pen.)

Perizia giurata

Consiste in un elaborato scritto relativo a questioni tecniche descritte, illustrate o valutate, la cui stesura presuppone il possesso, da parte dell’autore, di cognizioni tecnico-scientifiche appropriate all’incarico. In ordine a tale elaborato l’autore giura innanzi al cancelliere di aver bene e fedelmente adempiuto all’incarico affidatogli al solo scopo di far conoscere la verità. Con tale giuramento, l’elaborato può essere utilizzato nei rapporti tra privati e tra questi e la P.A.: la falsa attestazione giurata è sanzionata penalmente ai sensi dell’art. 483 c.p.

Perizia nel processo civile

In diritto processuale civile la Perizia prende il nome di consulenza tecnica [vedi] e si distingue in consulenza tecnica d’ufficio, che è quella disposta dal giudice al fine di farsi assistere da persone di particolare competenza tecnica per il compimento di atti del processo, e consulenza tecnica di parte, che riguarda i consulenti nominati dalle parti, che hanno il compito di assistere a tutte le indagini e le operazioni che compie il consulente del giudice.

Gli esiti della Perizia non sono vincolanti per il giudice che può discostarsene motivando opportunamente.

Perizia nel processo penale

Istituto di carattere generale finalizzato a integrare le generiche conoscenze tecniche di un organo giudicante o inquirente con quelle di un esperto del settore, appositamente nominato tra gli iscritti in determinati albi o tra persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina (artt. 221-222 c.p.p.).

Nell’ambito processuale penale, la Perizia è un mezzo di prova che può essere disposto sia in dibattimento [vedi], sia in sede di incidente probatorio [vedi]. Quest’ultimo caso si ha quando la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile (art. 392 c.p.p.), o nel caso che l’accertamento peritale richieda durata superiore a 60 giorni (art. 392 c.p.p.).

Oggetto di Perizia sono sia lo svolgimento di indagini che richiedono specifiche competenze di ordine tecnico, scientifico o anche artistico, sia la formulazione di giudizi o valutazioni che implichino siffatte competenze, sia l’acquisizione di dati che per essere rilevati presuppongono analoghe soggettive capacità.

La Perizia va obbligatoriamente disposta allorché sussistono siffatte condizioni. Essa è inammissibile se di natura psicologica o criminologica, non dipendente da cause patologiche. È, invece, ammissibile l’incarico peritale per quesiti di natura psichiatrica o medico-legale, anche ai fini dell’applicazione di misure di sicurezza [vedi]. Per l’espletamento della Perizia, il giudice non può obbligare l’indagato, l’imputato o un terzo a soggiacere ad atti che ne limitino la libertà senza il loro consenso (es.: prelievo di sangue per il test del D.N.A.) (Corte cost. 9-7-1996, n. 238) [vedi Perizia coattiva].

In relazione ad accertamenti di notevole complessità è consentita la collegialità nella Perizia, mentre per gli accertamenti che richiedono distinte conoscenze in differenti discipline (interdisciplinarietà) è necessaria la pluralità dei periti.

La necessarietà della Perizia, singola o collegiale, comporta che essa può essere disposta anche di ufficio dal giudice, nella sua funzione di garante della correttezza del processo e delle procedure volte ad acquisire la verità reale, al di là di deficienze nell’impulso delle parti (artt. 190 e 224 c.p.p.).

Il perito è nominato dal giudice e a lui le parti possono affiancare i loro consulenti tecnici.

LA PERIZIA COATTIVA

La L. 30-6-2009, n. 85 (Trattato di Prüm, in materia di contrasto al terrorismo internazionale), nei casi espressamente previsti dalla legge, consente al giudice di disporre, anche d’ufficio, con ordinanza motivata, l’esecuzione coattiva di una perizia incidente sulla libertà personale (quali il prelievo di peli, capelli e mucosa del cavo orale, utili alla determinazione del DNA oppure accertamenti medici) (cd. perizia coattiva), ma solo se assolutamente indispensabile alla prova dei fatti (art. 224bis).

Proprio per la delicatezza delle operazioni peritali, il legislatore ha indicato un preciso iter procedimentale predisponendo particolari cautele per la persona da sottoporre a perizia, a pena di nullità dell’intero procedimento; non da ultima la facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, la cui assenza è causa di nullità di tutti gli atti eventualmente compiuti.

La raccolta dei campioni biologici, nella fase predibattimentale, prevede che sia il G.I.P. ad utilizzare mediante decreto motivato, salvo l’ipotesi di urgenza, in cui è il P.M. ad adottare il provvedimento, per poi essere sottoposto a convalida da parte del G.I.P. entro le 48 ore.

La medesima ratio che sottende l’istituto della perizia coattiva è posta a fondamento di un’altra norma pure inserita nel codice dalla L. 85/2009. Si tratta del prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi [vedi].

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