Che significa? Permesso

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Permesso (d. lav.): I Permessi, anche definiti congedi, rappresentano speciali ipotesi di assenza dal lavoro previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva; possono essere retribuiti e non retribuiti.

Si tratta di veri e propri diritti del lavoratore in quanto previsti dalla legge e regolati dalla contrattazione, e non mere elargizioni concesse a discrezionalità del datore di lavoro.

Permesso di costruire (d. amm.): Il Permesso è l’istituto che (anche se solo dal punto di vista meramente terminologico) ha sostituito la concessione edilizia. Attraverso tale sostituzione nel T.U. edilizia (D.P.R. 380/2001) si è voluto prendere atto della ritenuta inerenza dello ius aedificandi al diritto di proprietà e quindi della correlativa improprietà del riferimento (ex L. 10/1997) all’istituto concessorio.

L’art. 10 del T.U. individua gli interventi da sottoporre al previo rilascio del Permesso:

—  interventi di nuova costruzione (definiti ex art. 3 del T.U.);

—  interventi di ristrutturazione urbanistica;

—  interventi di ristrutturazione edilizia con sostanziale modifica dell’esistente (comportanti, cioè, aumento di unità immobiliare, modifiche del volume, della sagoma, mutamento della destinazione d’uso), nonché interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli fissati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Permesso di soggiorno (d. imm.): Gli stranieri che intendono soggiornare in Italia per più di tre mesi devono richiedere il Permesso.

Chi arriva in Italia per la prima volta ha 8 giorni di tempo per chiedere il Permesso.

Chi è già in Italia e ha il permesso di soggiorno in scadenza, deve chiedere il rinnovo almeno 60 giorni prima della scadenza.

La validità del Permesso è la stessa del visto d’ingresso e dipende dal motivo per cui si è in Italia, ad esempio:

—  fino a nove mesi, per lavoro stagionale;

—  fino ad un anno, per il lavoro a tempo determinato;

—  fino a due anni per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato e per ricongiungimenti familiari.

Gli stranieri che vengono in Italia per visite, affari, turismo e studio per periodi non superiori ai tre mesi, non devono chiedere il Permesso.

Per i soggiornanti di lungo periodo, è previsto il rilascio di un Permesso di soggiorno UE. Questo tipo di Permesso è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi possiede un Permesso di soggiorno da almeno 5 anni. Gli stranieri che intendono richiedere il Permesso UE devono sostenere un test di conoscenza della lingua italiana.

Con il Permesso di soggiorno UE è possibile: entrare in Italia senza visto, svolgere attività lavorativa, usufruire dei servizi e delle prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione, partecipare alla vita pubblica locale.

Permesso sindacale (d. lav.): Si definisce Permesso l’autorizzazione, concessa ai lavoratori che ricoprono cariche sindacali, ad assentarsi dal lavoro per l’espletamento di attività sindacale.

I Permessi costituiscono dei veri e propri diritti soggettivi del lavoratore.

In particolare, gli artt. 23 e 24 L. 300/1970 (cd. Statuto dei lavoratori) riconoscono in favore dei dirigenti delle rappresentanze sindacali [vedi RSA; RSUPermesso retribuiti (per l’espletamento del loro mandato in azienda) e non retribuiti (per partecipare a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale).

L’art. 30 dello Statuto prevede, inoltre, per i lavoratori, che siano componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, dei sindacati, Permesso retribuiti, da disciplinarsi con i contratti collettivi, per la partecipazione alle riunioni degli organi suddetti.

I PERMESSI DEL LAVORATORE

I principali permessi o congedi, alcuni retribuiti altri no, riguardano:

– la nascita e la cura dei figli (congedi per malattia del figlio; congedi parentali; congedo di maternità; congedo di paternità);

– l’allattamento dei figli;

– lo stato di handicap del lavoratore o l’assistenza a lavoratori handicappati [vedi];

– il verificarsi di eventi particolari o motivazioni connesse allo sviluppo professionale del lavoratore (congedi per eventi particolari e per la formazione professionale).

Sono previsti inoltre permessi o congedi retributivi per:

– i donatori di sangue o di emocomponenti che hanno diritto di astenersi dal lavoro nel giorno del prelievo (L. 584/1967 e art. 18 L. 219/2005);

– i lavoratori-studenti, che hanno diritto a permessi giornalieri per sostenere prove di esame presso ogni ordine e grado di scuole (art. 10 Statuto dei lavoratori) mentre i lavoratori in genere hanno la possibilità di utilizzare 150 ore di permessi annuale per formazione, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva;

– i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto a permessi sindacali in misura proporzionata alle dimensioni dell’azienda; a permessi analoghi nella misura prevista dai contratti collettivi hanno diritto i dirigenti sindacali provinciali e nazionali;

– al lavoratore che contragga matrimonio deve essere concesso, a sua richiesta, un periodo di congedo generalmente pari a 15 giorni (la durata è variabile a seconda delle qualifiche e del settore produttivo).

Tra i più importanti permessi o congedi non retributivi vi sono quelli:

– per i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali che hanno diritto, oltre ai permessi previsti dall’art. 23 dello Statuto dei lavoratori, a non meno di 8 giorni annui di permesso (non retribuito) per convegni, congressi e iniziative sindacali in genere (art. 24 Statuto dei lavoratori);

– per adempiere a doveri civici (es. votazioni, comparizioni in giudizio come parte o come teste etc.).


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