Che significa? Prelazione

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Prelazione

Causa legittima di Prelazione (d. civ.): I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore (art. 2741 c.c.). Questa par condicio [vedi], però, è derogata se sussiste a favore di taluno dei creditori una legittima causa di Prelazione, cioè una causa di preferenza alla prestazione nei confronti dei creditori che, invece, ne sono sprovvisti (chirografari, in quanto il titolo del loro diritto si affida soltanto ad un documento cd. chirografo, non assistito da alcuna garanzia all’infuori di quella generica ex art. 2740 c.c.).

Quando esiste, infatti, una causa di Prelazione il creditore non concorre con i chirografari, ma ha diritto di far valere per intero il suo credito sul bene oggetto di Prelazione; gli altri creditori concorrono proporzionalmente sul residuo (sero venientibus ossa).

Le cause di Prelazione si dividono in due tipi: privilegi [vedi] e garanzie reali [vedi Pegno; Ipoteca].

Le cause legittime di Prelazione costituiscono ius singulare, per il quale non è ammessa applicazione analogica. Inoltre, non è consentito alle parti di stabilire altre cause legittime di Prelazione diverse da quelle previste dal legislatore.

 

Diritto di Prelazione (d. civ.): È il diritto a essere preferito ad ogni altro soggetto, a parità di condizioni, nella stipula di un determinato contratto. Tale diritto può trovare la sua fonte costitutiva nella legge o nell’accordo delle parti, distinguendosi in tal modo la Prelazione legale da quella convenzionale.

È una clausola, frequentemente prevista dagli atti costitutivi delle società [vedi], che prescrive che il socio [vedi], il quale intenda vendere le proprie azioni [vedi Azione societaria], deve preventivamente offrirle agli altri soci, affinché essi possano esercitare il diritto di Prelazione sulle stesse.

Per quanto riguarda il regime giuridico dell’atto compiuto in violazione della clausola di Prelazione l’opinione prevalente afferma che esso sia nullo. Vi è, tuttavia, chi sostiene, al contrario, che la Prelazione sia posta unicamente nell’interesse dei soci cui essa spetta e che, pertanto, l’atto di alienazione sia valido, salva la possibilità di esercitare un diritto di riscatto affine a quello previsto dall’art. 732 c.c. [Prelazione degli eredi].

LE CAUSE LEGITTIME DI PRELAZIONE

In deroga al principio della par condicio creditorum la legge assicura a certi creditori una prelazione, cioè il diritto di soddisfarsi sui beni del debitore a preferenza degli altri.

Sono cause legittime di prelazione:

Privilegi: prelazione accordata dalla legge in considerazione della causa del credito. Il privilegio è generale se si esercita su tutti i beni mobili del debitore, o speciale se si esercita su determinati beni del debitore ai quali è concesso il credito privilegiato.

Pegno: diritto reale di garanzia sui beni mobili, che si costituisce per contratto, mediante consegna della cosa al creditore.

Ipoteca: diritto reale di garanzia su beni immobili o mobili registrati, che si costituisce mediante iscrizione nei pubblici registri


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