Che significa? Prescrizione

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Prescrizione

Prescrizione del diritto (d. civ.): Costituisce una causa di estinzione dei diritti qualora il titolare non li eserciti entro l’arco di tempo previsto dalla legge (cd. Prescrizione estintiva). In altri casi il trascorrere del tempo non fa estinguere il diritto, ma fa presumere il pagamento (cd. Prescrizione presuntiva).

Il fondamento dell’istituto è ravvisato in un’esigenza di certezza dei rapporti giuridici.

La durata della Prescrizione è stabilita inderogabilmente dalla legge.

La Prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.). La Prescrizione non decorre e se ha cominciato a decorrere resta sospesa quando l’inerzia del soggetto è giustificata da una causa espressamente determinata dalla legge, che è di ostacolo all’esercizio del diritto. I casi di sospensione sono tassativi e riguardano particolari rapporti esistenti tra le parti (ad es. resta sospesa la Prescrizione tra il tutore e il minore o l’interdetto) oppure una condizione personale del titolare del diritto (ad es. resta sospesa la prescrizione nei confronti dei militari in servizio in tempo di guerra).

Si ha invece interruzione della Prescrizione quando viene meno l’inerzia del soggetto, il quale compie un atto di esercizio del diritto (ad es. messa in mora del debitore), oppure quando colui contro il quale il diritto può essere fatto valere lo riconosce (artt. 2943-2944 c.c.).

Prescrizione del reato (d. pen.): Costituisce una rinuncia dello Stato a far valere la propria pretesa punitiva, in considerazione del tempo trascorso.

La Prescrizione può estinguere il reato o soltanto la pena.

La Prescrizione del reato presuppone che non sia intervenuto nessun giudicato; essa estingue la punibilità in astratto: ha, dunque, portata sostanziale in quanto elimina la punibilità in sé e per sé.

Con il sistema ex L. 251/2005 ciascuna fattispecie di reato ha un proprio termine-base di Prescrizione, coincidente con la pena edittale massima stabilita dalla legge, pur se si è determinato un minimo temporale, pari a sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione, anche per i reati punibili con la sola pena pecuniaria.

Il co. 7 dell’art. 157 prevede che la Prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato.

L’ultimo comma dell’art. 157, infine, dispone che la Prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.

Ai sensi dell’art. 158 c.p., il termine della Prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole; per il reato permanente, dal giorno in cui è cessata la permanenza.

Inoltre, quando la legge fa dipendere la punibilità del reato dal verificarsi di una condizione, il termine della Prescrizione decorre dal giorno in cui la condizione si è verificata. Nondimeno, nei reati punibili a querela, istanza o richiesta il termine della Prescrizione decorre dal giorno del commesso reato.

L’art. 160 c.p. elenca taluni atti del procedimento penale idonei a produrre l’interruzione della Prescrizione (es. sentenza di condanna, decreto di condanna, richiesta di rinvio a giudizio, decreto di citazione a giudizio). Per i reati di competenza del giudice di pace [vedi], a tali atti si aggiungono la citazione a giudizio disposta dal P.M. ed il decreto di convocazione delle parti emesso dal giudice di pace. La Prescrizione interrotta comincia nuovamente a decorrere (dall’inizio) a partire dal giorno della interruzione. In presenza di più atti interruttivi, la Prescrizione decorre dall’ultimo di essi.

Prescrizione della pena (d. pen.): Estingue la punibilità in concreto; può verificarsi solo dopo una sentenza o decreto irrevocabile di condanna non eseguiti. Ha per oggetto solo le pene principali; è sempre esclusa per l’ergastolo [vedi].

La pena della reclusione [vedi] si estingue con un decorso pari al doppio della pena inflitta e in ogni caso non superiore a 30 anni e non inferiore a 10 anni. La pena della multa [vedi] si estingue dopo il decorso di 10 anni; la pena dell’arresto [vedi] o ammenda [vedi] dopo 5 anni.

La Prescrizione della pena decorre dal giorno del giudicato di condanna.

Sono esclusi dal beneficio i recidivi aggravati e reiterati, i delinquenti abituali, professionali, per tendenza.

I TERMINI DI DURATA DELLA PRESCRIZIONE

Prescrizione ordinaria si realizza con il decorso di dieci anni; questo termine è applicabile in tutti i casi in cui la legge non dispone diversamente (art. 2946 c.c.). Per i diritti reali su cosa altrui, il periodo di prescrizione è di venti anni.

Prescrizioni brevi sono quelle i cui termini più brevi sono giustificati dalle peculiarità di alcuni rapporti. In particolare si prescrivono in cinque anni:

– il diritto al risarcimento del danno. Per l’azione di risarcimento dei danni prodotti dalla circolazione dei veicoli, il termine di prescrizione è di due anni (art. 2947 c.c.);

– il diritto a prestazioni periodiche (crediti per pigioni, annualità di rendite e pensioni, interessi);

– l’azione di annullamento e l’azione revocatoria;

– i diritti che derivano da rapporti sociali (art. 2949 c.c.).

Si prescrivono in un anno:

– i diritti derivanti dal contratto di mediazione, spedizione, trasporto ed assicurazione;

– l’azione di rescissione.

Prescrizioni presuntive il decorso del tempo determina la nascita, a favore del debitore, di una presunzione legale di pagamento, e quindi di estinzione dell’obbligazione. Le ipotesi previste dalla legge sono diverse: ad esempio si presumono pagati in sei mesi i conti di albergo.


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