Dizionario | Termini giuridici

Prestazione

15 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Prestazione (d. civ.): Rappresenta il contenuto della obbligazione, ossia il comportamento cui è tenuto il debitore.

La Prestazione può consistere in un comportamento di contenuto positivo (dare o fare) o negativo (non fare). A tali categorie, secondo alcuni autori, dovrebbe aggiungersi quella di praestare, ossia di fornire una garanzia.

Si deve distinguere l’oggetto dell’obbligazione, e cioè la Prestazione, dall’oggetto della Prestazione, che è il bene dedotto nel rapporto.

Ai sensi dell’art. 1174 c.c., la Prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore.

Inoltre, la Prestazione deve essere possibile, lecita, determinata o determinabile ex art. 1346 c.c. [vedi Obbligazione; Adempimento; Datio in solutum].

Prestazione coordinata e continuativa (d. lav.): [vedi Parasubordinazione].

Prestazione di lavoro (d. lav.): La Prestazione, oggetto del contratto di lavoro, può avere il contenuto più diverso ma deve essere sempre correlata alle mansioni [vedi] per lo svolgimento delle quali il prestatore è stato assunto e per la cui determinazione è decisiva la qualifica [vedi].

La Prestazione deve essere:

lecita, non contraria, cioè, a norme imperative, all’ordine pubblico ed al buon costume. È illecita, ad esempio, l’attività di lavoro pericolosa ed insalubre;

possibile. L’impossibilità può essere di fatto o giuridica; se l’impossibilità è originaria, il contratto è nullo per difetto di un elemento essenziale, se è sopravvenuta, può dar luogo a risoluzione del contratto (art. 1463 c.c.);

determinata o determinabile. Di regola il contenuto della Prestazione è specificato nella lettera di assunzione, ove sono indicate in particolare le mansioni da svolgere da parte del prestatore. Le mansioni indicate all’atto dell’assunzione pongono dei limiti allo ius variandi [vedi] del datore



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