Dizionario | Termini giuridici

Presunzione

15 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Presunzione

Presunzione di non colpevolezza (d. cost.): Sulla base dell’art. 27 Cost. l’imputato non può essere ritenuto colpevole, sino a che non sia stata emanata una sentenza definitiva dei reati a lui ascritti. Da tale affermazione deriva che l’imputato non può essere sottoposto a misure cautelari [vedi] coercitive se non ricorrono in concreto esigenze di carattere cautelare. La Presunzione trae la sua giustificazione dal fatto che, avendo il legislatore riconosciuto all’imputato la possibilità di essere sottoposto a due giudizi, di merito e di legittimità, non può considerarsi colpevole il soggetto nei cui confronti non si è venuto ad esaurire l’intero iter processuale: momento che si realizza con il formarsi del giudicato.

Presunzione nel diritto civile

La Presunzione è la conseguenza che la legge o il giudice trae dalla conoscenza di un fatto noto per risalire ad un fatto ignoto.

Si distingue tra Presunzione legale e Presunzione semplice.

Con la Presunzione legale, la legge dispensa la parte dalla prova di un determinato fatto, deducendone la verità dall’esistenza di un altro fatto noto o più facilmente dimostrabile.

Si distingue peraltro la Presunzione assoluta (iuris et de iure), che non ammette la prova contraria, da quella relativa (iuris tantum) che consente alla parte contro cui la Presunzione è invocata di provare che la verità è diversa.

Le Presunzioni semplici sono sostanzialmente delle deduzioni che il giudice trae per formare il proprio convincimento in ordine a fatti non provati. Peraltro, ai sensi dell’art. 2729 c.c., affinché siffatte Presunzioni giustifichino una determinata decisione in ordine alla verità dei fatti è necessario che risultino gravi, precise e concordanti.

Presunzione di non colpevolezza (d. cost.): Sulla base dell’art. 27 Cost. l’imputato non può essere ritenuto colpevole, sino a che non sia stata emanata una sentenza definitiva dei reati a lui ascritti. Da tale affermazione deriva che l’imputato non può essere sottoposto a misure cautelari [vedi] coercitive se non ricorrono in concreto esigenze di carattere cautelare. La Presunzione trae la sua giustificazione dal fatto che, avendo il legislatore riconosciuto all’imputato la possibilità di essere sottoposto a due giudizi, di merito e di legittimità, non può considerarsi colpevole il soggetto nei cui confronti non si è venuto ad esaurire l’intero iter processuale: momento che si realizza con il formarsi del giudicato.

Presunzione nel diritto civile

La Presunzione è la conseguenza che la legge o il giudice trae dalla conoscenza di un fatto noto per risalire ad un fatto ignoto.

Si distingue tra Presunzione legale e Presunzione semplice.

Con la Presunzione legale, la legge dispensa la parte dalla prova di un determinato fatto, deducendone la verità dall’esistenza di un altro fatto noto o più facilmente dimostrabile.

Si distingue peraltro la Presunzione assoluta (iuris et de iure), che non ammette la prova contraria, da quella relativa (iuris tantum) che consente alla parte contro cui la Presunzione è invocata di provare che la verità è diversa.

Le Presunzione semplici sono sostanzialmente delle deduzioni che il giudice trae per formare il proprio convincimento in ordine a fatti non provati. Peraltro, ai sensi dell’art. 2729 c.c., affinché siffatte Presunzione giustifichino una determinata decisione in ordine alla verità dei fatti è necessario che risultino gravi, precise e concordanti.



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