Che significa? Prezzo

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Prezzo (d. civ.): Elemento essenziale del contratto di compravendita [vedi] nell’ambito del quale rappresenta il corrispettivo del trasferimento del diritto (art. 1470 c.c.).

Il Prezzo può essere anche inferiore al valore del diritto trasferito con il contratto (nei limiti dell’art. 1448 cc. [vedi Rescissione]), purché non sia puramente simbolico. In tale caso, infatti, il contratto perde le caratteristiche di onerosità e può essere qualificato come negozio gratuito [vedi Contratto]. Nel caso di Prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato, può ravvisarsi l’ipotesi di negotium mixtum cum donatione [vedi].

Le parti possono omettere la determinazione del Prezzo nel contratto ed affidarla ad un terzo (art. 1473 c.c.). Tale ipotesi è denominata arbitraggio [vedi] ed è regolata dall’art. 1349 c.c.

In caso di assenza di elementi per la sua determinabilità, soccorrono i criteri integrativi di cui all’art. 1474 c.c.

Il Prezzo può essere determinato con criteri diversi nelle compravendite immobiliari, le quali possono effettuarsi a misura od a corpo. In quest’ultimo caso il Prezzo è determinato globalmente prescindendo dalla misura del bene venduto (art. 1538 c.c.). Al contrario, nella vendita a misura, il bene viene venduto con la indicazione della sua misura e per un Prezzo determinato in ragione di un tanto ogni unità di misura (art. 1537 c.c.).

In tale ipotesi, qualora la misura reale del bene sia inferiore a quella indicata nel contratto, il compratore ha diritto ad una riduzione del Prezzo, mentre deve corrispondere un supplemento di Prezzo nell’ipotesi inversa, salva la facoltà di recedere dal contratto ove l’eccedenza oltrepassi la ventesima parte (5%) della misura dichiarata.

Nel caso di vendita a corpo si ha diritto ad una diminuzione od a un supplemento del Prezzo, secondo quanto indicato nell’art. 1538 c.c., soltanto qualora la misura reale sia inferiore o superiore di un ventesimo rispetto a quella indicata nel contratto.

Il prezzo di vendita e il prezzo per unità di misura, quando previsto, devono essere indicati per tutti i prodotti in modo inequivocabile e facilmente leggibile, sia all’interno del negozio che in vetrina. Può omettere di indicare il prezzo chi vende giornali o riviste, o opere d’arte, oreficeria e antichità (questi ultimi per motivi di sicurezza devono mostrare il cartellino del prezzo solo all’interno del negozio). Nel caso di mancata indicazione del prezzo sulla merce esposta la legge prevede sanzioni amministrative particolarmente severe.


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