Che significa? | Termini giuridici

Primavera araba

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Primavera araba (sc. pol.): Movimenti di protesta che hanno interessato, a partire dal 2011, il Nordafrica e il Medio Oriente.

Le proteste sono state generate dalla natura autoritaria di molti regimi, restrizioni alle libertà dei cittadini, diffuse violazioni dei diritti umani, corruzione e, in taluni Stati, da condizioni economiche di povertà diffusa, e hanno trovato nelle moderne tecnologie (Internet, social network etc.) importanti strumenti di propagazione, uniti ad espedienti più tradizionali come le riunioni all’interno di moschee, bazar o abitazioni private per organizzare una lotta civile generalizzata che ha coinvolto tutta la comunità islamica.

Le agitazioni sono iniziate il 18 dicembre 2010 in Tunisia, dove la cosiddetta «rivoluzione dei gelsomini» ha costretto alla fuga, il 14 gennaio 2011, il Presidente Ben ‘Ali, dopo ben 25 anni di regime autoritario. Ciò ha provocato un effetto domino che ha progressivamente travolto, con intensità diversa, Yemen, Egitto, Bahrein, Algeria, Giordania, Gibuti, Libia e Siria, estendendosi recentemente anche alla Turchia (Paese non arabo ma, al pari degli altri, di fede musulmana); moti più contenuti si sono registrati in Sudan, Somalia, Iraq, Marocco, Mauritania, Arabia Saudita, Oman e Kuwait.

Oltre alla Tunisia, i Paesi in cui la Primavera araba ha prodotto conseguenze di maggior rilievo, portando al rovesciamento dei regimi preesistenti, sono stati:

—  l’Egitto, con le dimissioni prima del Presidente Hosni Mubarak l’11 febbraio 2011 (successivamente processato e condannato all’ergastolo il 2 giugno 2012), poi del neo Presidente Muhammad Mursi (a seguito di un colpo di Stato militare che lo ha destituito il 3 luglio 2013);

—  la Libia, con la cattura e l’esecuzione del leader Muammar Gheddafi il 20 ottobre 2011, dove la guerra civile è stata supportata dalla comunità internazionale con l’invio di truppe NATO;

—  lo Yemen, dove il Presidente ‘Ali Abdullah Saleh, accettando il compromesso politico proposto dal Consiglio di cooperazione del Golfo, ha trasferito i propri poteri al Vicepresidente in carica il 27 febbraio 2012.

Negli altri Paesi si è tentato di far fronte al malcontento popolare in due modi: da un lato, avviando (o promettendo) riforme politico-istituzionali, come avvenuto in Marocco, Giordania e, più limitatamente, Oman; dall’altro, ricomponendo la pace sociale attraverso un potenziamento della funzione redistributiva dello Stato e un aumento della spesa pubblica (è il caso dei Paesi del Golfo e dell’Algeria).

Rivolte particolarmente violente si sono avute in Siria, dove le iniziali manifestazioni di protesta contro il regime del Presidente Bashar al-Assad sono sfociate in una vera e propria guerra civile nel 2012 in Bahrein, dove la maggioranza musulmano-sciita della popolazione accusa la monarchia sannita al potere di discriminazioni religiose.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI