Che significa? Progetto comunista

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Progetto comunista (sc. pol.): Teoria propria dei filosofi utopisti della fine del ’700 e di Marx il cui scopo fondamentale consiste nella estinzione dello Stato inteso in senso tradizionale.

Punto di partenza di tale «progetto» è l’osservazione che, nel corso dei secoli, un gruppo ristretto di individui è sempre riuscito ad appropriarsi dei mezzi di produzione, ad accumulare ricchezza e, conseguentemente, a creare strutture di potere che difendessero e conservassero i privilegi acquisiti dalla classe dominante creando, di fatto, una forte diseguaglianza.

Motore dello sviluppo economico è stato, dunque, nel corso dei secoli, in tutte le società civili, solo il richiamo del profitto, che ha creato una situazione di disuguaglianza tra gli uomini e ha successivamente portato alla ribellione delle classi più povere facendo venir meno l’esigenza condivisa da tutti gli individui che il fine ultimo dello Stato consistesse nella realizzazione della felicità di tutti i sudditi.

Secondo la visione ideologica del comunismo, la fine della diseguaglianza economica potrà raggiungersi solo abbattendo il sistema capitalistico di produzione di ricchezza, determinando cioè la caduta delle classi detentrici di tale potere. Così viene meno anche il concetto di Stato (inteso in senso classista) che non sarà più costretto a «mediare» nei conflitti tra «capitalisti» e «proletari».

Solo quando la società civile sarà in grado di abbattere la contraddizione antagonista (Rescigno) tra Stato e società, gli individui potranno ritornare alla naturale condizione di eguaglianza e affrancamento dal bisogno, indispensabili per il benessere e la felicità di tutti.


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