Che significa? | Termini giuridici

Proprio

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Proprio [reato] (d. pen.): È il reato per commettere il quale l’autore deve essere titolare di una particolare qualità personale (es. il peculato può essere commesso solo dal pubblico ufficiale [vedi] o dall’incaricato di un pubblico servizio). Si differenzia, quindi, dal reato comune il quale, invece, può essere commesso da «chiunque» (es. l’omicidio). Nel reato Proprio, oltre all’agente provvisto della qualità (cd. intraneo), può concorrere anche un soggetto che ne è sprovvisto (cd. estraneo).

La dottrina distingue tra Proprio esclusivo e Proprio non esclusivo.

La prima ipotesi ricorre quando l’ordinamento prevede come reato solo la fattispecie commessa dal soggetto agente provvisto della specifica qualità (es. l’incesto può essere commesso solo dalle persone provviste del particolare vincolo di parentela richiesto dall’art. 564 c.p.).

La seconda ipotesi ricorre quando la presenza o meno della particolare qualità determina solo il mutamento del titolo del reato (es. la condotta appropriativa di cui all’art. 646 c.p., se commessa da un privato, costituisce, appunto, appropriazione indebita; se commessa dal pubblico ufficiale, integra il peculato ex art. 314 c.p.).

La differenza è rilevante, perché solo nell’ipotesi di Proprio non esclusivo è configurabile l’operatività dell’art. 117 c.p. (mutamento del titolo di reato per taluno dei concorrenti).


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI