Che significa? | Termini giuridici

Protesto

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Protesto (d. comm.): Atto giuridico con il quale l’ufficiale giudiziario [vedi], il notaio [vedi] o il segretario comunale [vedi Segretario comunale e provinciale] (nei Comuni dove non esista alcuno dei predetti pubblici ufficiali) accerta l’avvenuta presentazione di una cambiale [vedi] o di un assegno [vedi] al debitore (protestato) e il rifiuto da parte dello stesso di pagare o accettare la cambiale o l’assegno.

Essendo redatto da un pubblico ufficiale (ufficiale levatore) nell’esercizio delle sue funzioni, il Protesto è atto pubblico.

La disciplina del Protesto è contenuta negli artt. 51-73 del R.D. 1669/1933 per la cambiale e negli artt. 45-65 del R.D. 1736/1933 per l’assegno.

Il creditore consegna il titolo all’ufficiale levatore, che si reca presso il domicilio del debitore per chiederne il pagamento o l’accettazione; a fronte del rifiuto, l’ufficiale procede alla levata del Protesto, rendendo esecutivo il titolo.

Nella pratica, per svolgere dette operazioni (esclusa la levata del Protesto), gli ufficiali levatori sono autorizzati a servirsi di ausiliari (presentatori) in possesso di determinati requisiti, nominati su loro designazione dal presidente della Corte di Appello.

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