Che significa? Provincia

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Provincia (d. amm.) (d. enti loc.): Ai sensi dell’art. 114 Cost., novellato dalla L. cost. 3/2001, le Province sono, al pari dei Comuni [vedi], delle Città metropolitane [vedi] e delle Regioni [vedi], enti autonomi con propri Statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

La costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà ad opera della L. cost. 18-10-2001 n. 3 ha fatto sì che la generalità delle funzioni amministrative fosse radicata in capo agli enti locali più vicini al cittadino, dunque, in primo luogo ai Comuni.

In quest’ottica, la Provincia è tenuta a svolgere tutte quelle funzioni amministrative che, tenendo conto dei criteri di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, non possono essere attribuite al Comune.

A livello di legislazione ordinaria la Provincia è definita dall’art. 3, comma 3, del D.Lgs. 267/2000 come l’ente intermedio tra Comune e Regione che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove e coordina lo sviluppo.

Sono elementi costitutivi della Provincia:

—  il territorio, costituito dall’insieme dei territori dei Comuni che appartengono alla Provincia nel suo essere ente territoriale;

—  la popolazione, corrisponde numericamente alla somma della popolazione dei Comuni rientranti nel territorio della Provincia;

—  il patrimonio riconosciuto alle Province (nonché ai Comuni ed alle Città metropolitane) anche a livello costituzionale (art. 119, comma 6, Cost.).

Nell’attuale fase di crisi economica l’annoso dibattito sulla necessità dell’esistenza di un ente intermedio tra Comuni e Regioni, è tornata prepotentemente alla ribalta alimentata da nuovi argomenti relativi ai «costi della politica».

In quest’ottica si era mosso il Governo (ormai non più in carica) guidato dal Presidente Monti il quale, da un lato aveva avviato una fondamentale trasformazione dell’ente Provincia basata sul ridimensionamento delle funzioni e su una sostanziale rivisitazione degli organi di governo; dall’altro lato ne aveva predisposto una vera e propria riduzione del numero delle Province esistenti mediante accorpamento di quelle più esigue e trasformazione di quelle particolarmente grandi in Città metropolitane.

Tale ambiziosa riforma è stata però arrestata dalla Corte costituzionale che, con sentenza n. 220 del 19 luglio 2013, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale.

Sul punto, il Governo Renzi ha tentato la strada della riforma costituzionale, invero, in data 8 aprile 2014 ha sottoposto all’esame del Senato un disegno di legge costituzionale (S. 1429) che prevede tra le altre cose una modifica del Titolo V, Parte II della Costituzione. Detta modifica consiste nell’abolizione di qualunque riferimento all’ente Provincia all’interno del testo costituzionale.

Dal novellato art. 114 Cost. dovrebbe risultare che la Repubblica è formata soltanto da Comuni, Città metropolitane, Regioni e Stato.

Nell’attesa che una riforma del genere si realizzi, si è mosso il legislatore ordinario che, mediante la L. 7-4-2014, n. 56 (cd. legge Delrio) ha introdotto, a Costituzione invariata, un riordino degli enti locali incentrato su più punti (istituzione delle Città metropolitane, promozione dell’associazionismo etc.) e tra questi sulla trasformazione della Provincia.

La legge Delrio definisce la Provincia ente di vasta area al quale competono talune specifiche funzioni fondamentali attinenti per lo più alla pianificazione e alla programmazione in ambiti di materie ben circoscritti (territorio, ambiente, trasporti, rete scolastica etc.).

Talune specificità sono poi riconosciute alle Province il cui territorio sia completamente montano, oppure siano confinanti con Paesi stranieri.

Ulteriori funzioni possono essere esercitate dalle Province sulla base di intesa con i Comuni.

Per quanto concerne poi le funzioni che sono state fino ad oggi di competenza provinciale, ma che in base alle nuove norme recate dalla legge Delrio non rientrano tra quelle fondamentali, né tra quelle esercitabili sulla base di intese, la medesima legge richiede allo Stato e alle Regioni di procederne ad un riordino, ridistribuendone così la competenza. A conclusione di tale riordino, pertanto, ancora altre funzioni poterebbero essere riconosciute alle Province.

Anche il sistema degli organi di governo provinciali è stato riformato dalla L. 56/2014. Il TUEL, infatti, prevedeva quali organi della Provincia il Consiglio [vedi], il Presidente [vedi], entrambi eletti direttamente dai cittadini, e la Giunta [vedi] i cui membri erano nominati dal Presidente.

Stanti le nuove norme, invece, sono organi della Provincia il Presidente, il Consiglio e l’Assemblea dei Sindaci [vedi], tutti organi di secondo livello rispetto a quelli comunali, in quanto non eletti dai cittadini, ma eletti o composti dai Sindaci e dai consiglieri che rivestono tali cariche presso i Comuni appartenenti alla Provincia.


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