Che significa? Provocazione

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Provocazione (d. pen.): Circostanza attenuante comune [vedi Circostanze], operante per tutti i reati, e consistente nell’aver reagito in stato d’ira determinato dal fatto ingiusto altrui (art. 62, n. 2, c.p.).

Perché ricorra questa attenuante occorrono tre elementi:

—  un elemento soggettivo, cioè lo stato d’ira, che si concreta in un impulso emotivo incontenibile fonte della condotta criminosa;

—  un elemento obiettivo che è un fatto ingiusto altrui, al quale si reagisce (per tale intendendosi non solo il fatto antigiuridico, ma anche quello contrario alle regole della civile convivenza).

—  un nesso di causalità psicologica tra l’offesa e la reazione, indipendentemente dalla proporzione tra di essi.

Relativamente ai delitti di ingiuria [vedi] e diffamazione [vedi] la Provocazione opera non semplicemente come attenuante, bensì come causa di non punibilità, purché la reazione avvenga subito dopo il fatto ingiusto altrui.

Quando invece la Provocazione opera come attenuante, non è necessario che la reazione segua subito dopo il fatto ingiusto altrui, essendo solo necessario che sussista un nesso di causalità tra questo e lo stato d’ira, e che tale stato permanga al momento in cui il reato viene commesso.

Pur non essendo necessario un rapporto di proporzionalità tra reazione e fatto ingiusto altrui, è comunque necessario che la reazione sia in qualche modo adeguata all’offesa.

Il requisito dell’ingiustizia del fatto è ritenuto sussistente anche in presenza di un’ingiustizia di ordine morale o sociale.


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