Che significa? | Termini giuridici

Quasi

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Quasi

Quasi possesso (d. civ.): Consiste nel cd. possesso dei diritti, e cioè in un’attività corrispondente all’esercizio di un diritto reale sulla cosa altrui [vedi Usufrutto; Servitù; Enfiteusi; Superficie].

Il Quasi possesso è assoggettato alla disciplina generale del possesso [vedi].

Quasi reato (d. pen.): È quel fatto penalmente rilevante che, pur non integrando gli estremi di un reato, presenti tuttavia un intenso disvalore e allarme sociale.

La dottrina considera Quasi le seguenti ipotesi:

—  reato impossibile, che ricorre quando per l’inidoneità dell’azione o per l’inesistenza dell’oggetto è impossibile che il soggetto possa causare l’evento dannoso o pericoloso: ad es. sparo ad un manichino, convinto che, in realtà effettivamente una persona (art. 49 c.p.);

—  l’accordo per commettere un reato senza che poi questo venga in realtà perpetrato; nessuna delle persone che partecipa a tale accordo può, di regola, essere punita per il solo fatto dell’accordo in virtù del principio cogitationis poenam nemo patitur (art. 115 c.p.);

—  istigazione a cui non segua la commissione del reato: sollecito qualcuno a commettere un reato ma la persona che io istigo non si lascia convincere o, comunque, non realizza l’azione criminosa (art. 115 c.p.).

Nei casi indicati non potrà essere applicata la pena perché i fatti non costituiscono reato, ma si può cominciare una misura di sicurezza [vedi] qualora il giudice ritenga sussistente la pericolosità sociale dell’agente.

Quasi usufrutto (d. civ.): Espressione con la quale si indica l’usufrutto [vedi] di un bene consumabile (quae ipso uso consumuntur) (art. 995 c.c.).

Nel Quasi usufrutto i beni che ne formano oggetto passano in proprietà dell’usufruttuario affinché questi ne possa godere. Da ciò derivano non solo notevoli differenze nella disciplina dell’istituto rispetto alle norme generali in tema di usufrutto, ma anche la qualificazione del Quasi usufrutto in termini di diritto di proprietà delle cose consumabili e non di diritto reale di godimento su cosa altrui.

Quanto all’obbligo di restituzione, in particolare, la legge pone a carico del quasi-usufruttuario solo l’obbligo di pagare, all’estinzione del diritto, il valore del bene sulla base della stima convenuta o, in mancanza, il valore al tempo dell’estinzione dell’usufrutto, ovvero di restituire altrettanti beni della stessa specie e quantità di quelli ricevuti.

Il contratto costitutivo del Quasi usufrutto ha natura consensuale e non reale.

 

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