Che significa? | Termini giuridici

Querela

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Querela (d. p. pen.): Condizione di procedibilità che consente l’instaurarsi del processo penale: essa si ha quando la punizione del colpevole è lasciata alla volontà discrezionale della persona offesa.

Titolare del diritto di Querela è la persona offesa dal reato, cioè il soggetto passivo del reato. Per i minori degli anni 14 e per gli interdetti per infermità di mente [vedi Interdizione], il diritto di Querela può essere esercitato dai genitori o dal tutore [vedi Tutela] (art. 120, co. 2, c.p.) o da un curatore speciale [vedi] (art. 121 c.p.). Per le persone giuridiche [vedi Persona giuridica], il diritto di Querela spetta a colui che ne abbia la rappresentanza mentre nel caso si tratti di un ente di fatto il diritto di Querela spetta a tutti i componenti dell’ente. Il diritto di Querela deve esercitarsi, a pena di decadenza, entro tre mesi dalla notizia del fatto costituente reato, nella titolarità dei suoi elementi integrativi (art. 124 c.p.).

La Querela, proponibile per iscritto o in forma orale, deve contenere la descrizione del fatto, l’indicazione dell’autore di esso (se noto) e degli eventuali testimoni (art. 337).

Sono punibili a Querela i reati per i quali non debba procedersi d’ufficio o dietro richiesta o istanza di procedimento [vedi]; la legge indica esplicitamente per quali reati si procede a Querela.

La volontà di ottenere soddisfazione giuridica, una volta esercitato il diritto di Querela, deve permanere durante tutto il corso del procedimento, sia all’inizio dell’azione penale, sia durante l’iter processuale.

La rinuncia e la remissione della Querela sono, infatti, atti attraverso cui il soggetto, titolare del diritto alla Querela, manifesta in via preventiva (rinuncia) o in via successiva (remissione) la volontà di dismettere la Querela.

Il diritto di querela si esercita attraverso una dichiarazione fatta personalmente o per mezzo di un procuratore speciale, nel termine di tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Per i reati di violenza sessuale [vedi] previsti dagli artt. 609bis, 609ter e 609quater c.p. la Querela può proporsi nel termine di 6 mesi ed è irrevocabile.

Il diritto di Querela si estingue con la morte della persona offesa. Nel caso di reato commesso in danno di più persone, la querela può essere presentata anche da una sola di esse. La Querela si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato.

Querela di falso (d. p. civ.): È l’istanza diretta ad ottenere l’accertamento della falsità di un atto pubblico [vedi] o di una scrittura privata [vedi] riconosciuta, autenticata o giudizialmente verificata.

La Querela può essere proposta da colui contro il quale si vuol far valere la scrittura, in qualsiasi atto e grado del giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

Sulla Querela è competente, per materia, il Tribunale [vedi] e la decisione sarà pronunciata sempre dal Collegio [vedi], anche se la Querela è proposta in via incidentale in giudizi per i quali la competenza a decidere il merito spetta al giudice di pace [vedi] o al Tribunale in composizione monocratica.

Il Collegio pronuncia sulla Querela con sentenza [vedi]: se rigetta la Querela ordina la restituzione del documento, l’annotazione della sentenza sul documento e può condannare il querelante ad una pena pecuniaria; se accoglie la Querela, dà le disposizioni di cui all’art. 537 c.p.p.

LA PERIZIA COATTIVA

La L. 30-6-2009, n. 85 (Trattato di Prüm, in materia di contrasto al terrorismo internazionale), nei casi espressamente previsti dalla legge, consente al giudice di disporre, anche d’ufficio, con ordinanza motivata, l’esecuzione coattiva di una perizia incidente sulla libertà personale (quali il prelievo di peli, capelli e mucosa del cavo orale, utili alla determinazione del DNA oppure accertamenti medici) (cd. perizia coattiva), ma solo se assolutamente indispensabile alla prova dei fatti (art. 224bis).

Proprio per la delicatezza delle operazioni peritali, il legislatore ha indicato un preciso iter procedimentale predisponendo particolari cautele per la persona da sottoporre a perizia, a pena di nullità dell’intero procedimento; non da ultima la facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, la cui assenza è causa di nullità di tutti gli atti eventualmente compiuti.

La raccolta dei campioni biologici, nella fase predibattimentale, prevede che sia il G.I.P. ad utilizzare mediante decreto motivato, salvo l’ipotesi di urgenza, in cui è il P.M. ad adottare il provvedimento, per poi essere sottoposto a convalida da parte del G.I.P. entro le 48 ore.

La medesima ratio che sottende l’istituto della perizia coattiva è posta a fondamento di un’altra norma pure inserita nel codice dalla L. 85/2009. Si tratta del prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi [vedi].

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