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Ragionevolezza delle leggi

15 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 ottobre 2015



Ragionevolezza delle leggi [principio di] (d. cost.): È un corollario del principio di uguaglianza [vedi], elaborato dalla Corte Costituzionale [vedi], prendendo spunto da un analogo principio individuato dalla giurisprudenza anglosassone.

Il principio di Ragionevolezza delle leggi esige che le disposizioni normative contenute in atti aventi valore di legge siano adeguate o congruenti rispetto al fine perseguito dal legislatore.

Si ha dunque violazione della Ragionevolezza delle leggi, quando si riscontri una contraddizione all’interno di una disposizione legislativa, oppure tra essa ed il pubblico interesse perseguito.

Il principio in esame costituisce dunque «un limite al potere discrezionale del legislatore», che ne impedisce un esercizio arbitrario.

La verifica della Ragionevolezza delle leggi di una legge comporta l’indagine sui suoi presupposti di fatto, la valutazione della congruenza tra mezzi e fini, l’accertamento degli stessi fini; a tal fine, si ricorre spesso ai lavori preparatori della legge, alle circolari ministeriali esplicative, ai precedenti storici dell’istituto.

Nel caso si accerti l’irragionevolezza della legge, la stessa sarà affetta dal vizio dell’eccesso di potere [vedi] legislativo, e, in quanto tale, potrà essere ritenuta costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale [vedi Illegittimità costituzionale].

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