Che significa? | Termini giuridici

Rappresentazione

15 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 ottobre 2015



Rappresentazione [diritto di] (d. civ.): È l’istituto in forza del quale i discendenti (cd. rappresentanti) subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente (cd. rappresentato) in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità [vedi] o il legato [vedi] del de cuius. Esempio: se Tizio aveva due figli, A e B, e quest’ultimo sia premorto al padre lasciando due figli, l’eredità di Tizio si divide così: metà ad A e metà (1/4 per uno) ai figli di B.

I presupposti della Rappresentazione sono la chiamata a succedere di un soggetto che non voglia o non possa accettare e, nel caso di successione testamentaria, la mancanza di disposizioni sostitutive [vedi Sostituzione] che prevalgono sulla Rappresentazione.

A seguito del D.Lgs. 154/2013, attuativo della riforma della filiazione (L. 219/2012), tale istituto è previsto nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli anche adottivi, e, nella linea collaterale a favore dei discendenti di fratelli e sorelle del defunto. Alle suddette persone possono subentrare, per Rappresentazione,  i discendenti, nel luogo o nel grado del loro ascendente.

Il decreto ha modificato le disposizioni del codice affermando il principio di unicità dello stato di figlio, eliminando così i riferimenti alla filiazione legittima o naturale (artt. 467 e 468 c.c.).

La Rappresentazione ha luogo fino all’esaurimento della discendenza e, pertanto, se il figlio o il fratello del de cuius non può o non vuole succedere, subentrano al suo posto i suoi discendenti senza limitazione di grado.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI