Che significa? | Termini giuridici

Reati

15 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 Ottobre 2015



Reati (d. pen.): [vedi Reato].

Reati bancari

Categoria eterogenea che comprende:

—  l’abusiva raccolta di risparmio;

—  l’abusivo svolgimento di attività bancaria;

—  l’abuso di denominazione;

—  la condotta dei singoli esponenti bancari su cui ricadono precise responsabilità;

—  le partecipazioni a capitali di altri istituti di credito;

—  l’aggiotaggio bancario;

—  l’insider trading o abuso di informazioni privilegiate;

—  le corrette comunicazioni;

—  l’emissione di titoli e valori immobiliari e la loro gestione.

Reati connessi

Una particolare ipotesi di concorso di Reato è costituita dai cd. Reati (connessi, cioè reati tra loro collegati da una connessione teleologica, che si ha quando un   Reato è commesso allo scopo di eseguire un altro   Reato e da una connessione consequenziale allorché un Reato viene commesso per conseguire o assicurare a sé o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o l’impunità di un altro Reato  oppure per occultarlo.

Reati di opinione

Il Codice Rocco (1930) ha operato una criminalizzazione del dissenso ideologico. Tale repressione, attuata in pieno regime fascista, ha previsto sia i Reati della cospirazione politica mediante accordo (art. 304 c.p.) e della cospirazione politica mediante associazione (art. 305 c.p.), sia le relative figure di istigazione ed apologia (artt. 302 e 303 c.p.). Tale ultima fattispecie è stata abrogata dalla L. 25-6-1999, n. 205 (cd. legge delega per la depenalizzazione dei reati minori).

Il Codice Rocco ha, inoltre, accentuato la severità delle pene (nei minimi e nei massimi edittali), ha previsto numerose circostanze [vedi] aggravanti, infine ha disciplinato la soglia di punibilità dei Reati di opinione rispetto ai Reati comuni.

L’entrata in vigore della Costituzione ha creato non pochi problemi di compatibilità tra il sistema repressivo del Codice Rocco e la nuova forma istituzionale della Repubblica basata sul pluralismo ideologico e sulla tutela delle minoranze politiche, che non tollera limitazioni alla libera manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.).

Il problema sorge per esempio per i Reati di vilipendio che si sostanziano in un divieto di dissenso politico legittimato dal legislatore, in netto contrasto con il menzionato disposto costituzionale. D’altra parte molti Reati di opinione, ad esempio l’apologia di Reato , hanno una forma ambigua e, a seconda della loro interpretazione, possono determinare la repressione di un mero dissenso ideologico o di comportamenti che incitano alla violazione di legge, senza beneficiare di alcuna garanzia costituzionale.

Questo problema è stato di grande attualità negli anni del terrorismo, in cui lo Stato per combattere tale fenomeno ha fatto un uso sicuramente incostituzionale dei Reati  di opinione.

Con L. 85/2006, nel più ampio quadro di un intervento di modifica al codice penale in materia di Reati di opinione, sono state abrogate alcune fattispecie di delitti contro la personalità dello Stato che, comunque, non avevano trovato larga applicazione nella prassi giudiziaria.

Reati edilizi

In specifiche ipotesi di illecito urbanistico la legge prevede nei confronti dei trasgressori delle disposizioni urbanistico-edilizie, in aggiunta alle sanzioni amministrative, civili, fiscali ed accessorie, sanzioni penali graduate secondo la gravità dell’illecito.

Il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, D.P.R. 380/2001, all’art. 44, prevede tre figure, di natura contravvenzionale, di abuso edilizio:

—  l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal testo unico nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;

—  l’esecuzione dei lavori in totale difformità o in assenza del permesso [vedi Permesso per costruire], ovvero la prosecuzione dei lavori nonostante l’ordine di sospensione;

—  la lottizzazione abusiva a scopo edilizio nonché interventi edilizi in aree sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale in difformità totale o in assenza del permesso.

Reati informatici

Al fine di adeguare il codice penale alle mutate esigenze determinate dallo sviluppo e dall’applicazione dell’informatica, la L. 547/1993 ha creato alcune fattispecie di reato a tutela dei sistemi informatici e telematici, fattispecie oggetto di correttivi ad opera della L. 18-3-2008, n. 48: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico; Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici; Diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico; Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche; Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche; Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche; Danneggiamento di sistemi informatici e telematici; Frode informatica.

Reati ministeriali

Sono quelli commessi nell’esercizio delle loro funzioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri.

Per quanto attiene alla procedura prevista per i Reati  ministeriali, si ricordi che il referendum dell’8 novembre 1987 ha abolito la Commissione cd. inquirente (organo composto di deputati e senatori e, quindi, troppo politicizzato per «amministrare la giustizia»), alla quale spettava indagare sulle notitiae criminis che giungevano alla presidenza delle Camere su eventuali   Reati commessi dai Ministri.

Quindi, la legge costituzionale 1/1989, nel sostituire l’art. 96 Cost., ha esteso la giurisdizione ordinaria anche alle ipotesi di Reati ministeriali.

In particolare, qualora si abbia notizia di un fatto criminoso compiuto da un Ministro, la Procura della Repubblica competente trasmette tale notizia a un collegio di tre giudici istituito presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d’appello competente per territorio (detto Tribunale dei ministri [vedi]).

Il collegio può disporre l’archiviazione o trasmettere una relazione motivata al Procuratore della Repubblica per chiedere al Parlamento, se il Ministro ricopre anche la carica di parlamentare, l’autorizzazione a procedere. In particolare, la Giunta per le autorizzazioni esamina la questione per poi riferire all’Assemblea. Quest’ultima può:

a) negare l’autorizzazione, a maggioranza assoluta dei suoi membri, ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo;

b) concedere l’autorizzazione; in tal caso il processo si svolge presso il suddetto tribunale.

La normativa, dunque, senza limitare l’autonomia delle Camere, ha affidato a tecnici super partes (cioè ai magistrati) la competenza istruttoria che precedentemente era attribuita alla «discussa» Commissione inquirente.

Reati societari

I Reati sono quelle fattispecie commesse, in violazione dei doveri od abuso dei poteri stabiliti dalla legge, da persone che esercitano funzioni di particolare importanza in seno alle società di commercio, e più precisamente nelle società soggette a registrazione.

Le principali disposizioni normative sono raccolte nel Titolo XI Libro V del codice civile, nel capo intitolato Disposizioni penali in materia di società e di consorzi. Altre norme disciplinanti tale materia sono fissate da leggi ordinarie e dal D.Lgs. 58/1998 (T.U. finanziario) che disciplina i Reati commessi da esponenti aziendali di società con azioni quotate.

Reati tributari

Violazioni della normativa tributaria punite con una sanzione penale.

La disciplina dei Reati in materia d’imposta sui redditi e IVA è stata oggetto della riforma attuata col D.Lgs. 74/2000. La riforma trova il suo nucleo centrale in tre figure d’illecito che rappresentano altrettante distorsioni nell’uso della dichiarazione annuale ai fini IVA [vedi] e delle imposte sui redditi.

Vale a dire:

—  la dichiarazione fraudolenta;

—  la dichiarazione infedele;

—  l’omessa dichiarazione.


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