Che significa? Regione

Che significa?

Articolo di




> Che significa?

Regione (d. cost.): È il più grande ed importante ente territoriale [vedi Enti pubblici]. Si configura come ente esponenziale degli interessi della collettività sottostante e presenta tre elementi costitutivi:

—  il territorio;

—  la popolazione;

—  l’apparato di governo, espressamente previsto dalla Costituzione (Consiglio, Giunta e Presidente).

La Regione è dotata di autonomia statutaria, legislativa, amministrativa, finanziaria.

Lo Stato italiano si articola in 20 Regioni : 15 sono ad autonomia ordinaria (o a statuto ordinario), 5 ad autonomia speciale (o a statuto speciale). La fusione o la creazione di nuove Regione  può avvenire solo con legge [vedi] costituzionale.

Regione  a statuto ordinario

Tali Regioni, disciplinate dal titolo V della Costituzione (artt. 114-133), deliberano il contenuto dei loro statuti [vedi Statuto regionale] attraverso i propri organi consiliari.

L’attribuzione dell’autonomia legislativa conferisce alle Regioni grande importanza rispetto agli altri enti territoriali. Si distingue a tale proposito una potestà legislativa:

—  esclusiva, che attribuisce alla Regione il potere di legiferare in tutte le materie non espressamente riservate alla legislazione dello Stato;

—  concorrente, che consente di legiferare entro i limiti di norme generali statali (cd. leggi sui principi fondamentali), nelle materie elencate nel co. 3 dell’art. 117 Cost. Tale potestà è riconosciuta a tutte le Regioni.

Per quanto concerne la potestà regolamentare e l’esercizio delle fuzioni amministrative, occorre far riferimento agli artt. 117 e 118 Cost. In particolare:

—  l’art. 117, co. 6, Cost. attribuisce una potestà regolamentare generale alle Regioni , escludendo esplicitamente soltanto quelle materie in cui vi è una potestà legislativa esclusiva dello Stato. Anche in quest’ultimo caso, tuttavia, le Regioni  possono vedersi attribuita una specifica potestà regolamentare attraverso una delega statale;

—  l’art. 118, co. 1, Cost., invece, attribuisce al Comune [vedi] la titolarità principale dell’esercizio delle funzioni amministrative, in quanto ente locale più vicino ai cittadini, potendosi derogare a tale principio soltanto nei casi in cui, sulla base dei principi di sussidiarietà [vedi], differenziazione ed adeguatezza, l’ente territoriale superiore, tra cui la Regione  può esercitare tali funzioni in modo più efficace.

L’organizzazione regionale è formata dal Consiglio regionale [vedi], dalla Giunta [vedi] e dal Presidente della Regione [vedi Presidente della Giunta regionale]. Nelle  Regioni a statuto ordinario, il Presidente è eletto dal corpo elettorale, salvo che lo statuto disponga diversamente.

Regioni a statuto speciale

Per motivi politici, etnici ed economici, la Costituzione (art. 116 Cost.) riserva un trattamento giuridico differenziato per cinque Regioni : Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia. Questa autonomia differenziata si traduce in una più ampia gamma di poteri e funzioni, in un diverso sistema finanziario ed un regime di controllo più garantista.

È però lo Statuto regionale [vedi] a rappresentare l’elemento di maggiore differenziazione; per le Regioni  a statuto speciale, infatti, lo Statuto deve essere approvato con legge costituzionale.

Potere estero delle Regione

L’art. 117 Cost. (nel testo introdotto dalla L. cost. 3/2001) ha esplicitamente riconosciuto il cd. potere estero delle Regioni: al co. 5 del citato articolo cosi recita: «Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, … provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali … nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza». A rafforzare tale previsione interviene anche l’ultimo comma del citato articolo che così dispone: «Nelle materie di sua competenza la  Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato».

Nel primo caso è attribuita alle Regioni la facoltà di dare esecuzione agli accordi internazionali stipulati dallo Stato, mentre nel secondo si tratta del riconoscimento di un autonomo potere estero delle Regioni  (non subordinato alla previa ratifica dell’accordo da parte dello Stato), limitatamente alle materie di propria competenza, che può spingersi fino alla stipula di veri e propri accordi internazionali con altri Stati o con enti substatuali (pur nell’ambito delle procedure definite con legge dello Stato).

Il potere estero delle  Regioni non è, tuttavia, privo di vincoli costituzionali in virtù di altre due disposizioni che concorrono a delimitarne il campo d’azione:

—  ai sensi dell’art. 117, co. 2, Cost. resta in capo allo Stato la potestà legislativa esclusiva in materia di «politica estera e rapporti internazionali dello Stato con l’Unione europea»;

—  la disposizione contenuta nell’art. 120 Cost. attribuisce il cd. potere sostitutivo al Governo che può sostituirsi a organi delle Regioni  e degli enti locali nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali …».


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI