Che significa? Responsabile

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Responsabile

Responsabile civile (d. p. pen.)

È la persona che, ai sensi dell’art. 185 c.p. e secondo le norme civilistiche, è tenuta a rispondere civilmente, in luogo dell’imputato [vedi], del danno cagionato da un illecito penale (ad es. i genitori per i figli minorenni). Il Responsabile civile è una parte solo eventuale del procedimento penale, perché la sua partecipazione non è essenziale come quella dell’imputato.

La posizione del Responsabile civile è inoltre accessoria a quella dell’imputato e della parte civile [vedi]; non può esistere prima che quest’ultima si costituisca, né può persistere dopo l’uscita dal processo della parte civile. Infatti, il Responsabile  è il soggetto passivo della pretesa sostanziale azionata dalla parte civile, sicché senza questa pretesa non può aversi citazione (vocatio in judicium), né intervento volontario del Responsabile.

Allorché la parte civile esca dalla scena processuale, anche il Responsabile civile, non ha più ragioni per restarvi, per cui la sua citazione e il suo intervento perdono efficacia.

L’iniziativa della citazione del  Responsabile civile spetta alla parte civile ed, eccezionalmente al P.M. (art. 77 c.p.p.).

Responsabile del procedimento (d. amm.)

La L. 241/1990 (artt. 4-6) regolamenta la figura del Responsabile del procedimento, ovvero del soggetto cui è affidata la gestione del procedimento amministrativo [vedi]. Prima della L. 241/1990, non era prevista un’autorità guida del procedimento (leading authority) né tantomeno la comunicazione agli interessati dell’identità dei funzionari che gestivano il procedimento.
Al fine di ovviare a tali inconvenienti, la L. 241/1990 ha introdotto una disciplina che prevede l’individuazione, nell’ambito dell’unità organizzativa competente, del  Responsabile, la comunicazione agli interessati dell’unità organizzativa e del nominativo del  Responsabile e la precisazione dei compiti di quest’ultimo.

In particolare, l’art. 4 sancisce l’obbligo delle pubbliche amministrazioni di determinare per ciascun tipo di procedimento l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell’adozione del provvedimento finale, determinazione che va resa pubblica secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti.

Il  Responsabile del procedimento ha i seguenti compiti:

—  valutare, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’emanazione di provvedimento;

—  accertare di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adottare ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici e ispezioni e ordinare esibizioni documentali;

—  proporre l’indizione o, avendone la competenza, indire le conferenze di servizi [vedi] di cui all’art. 14 L. 241/1990;

—  curare le comunicazioni, le pubblicazioni e le modificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;

—  adottare, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, o trasmettere gli atti all’organo competente per l’adozione.

In ossequio al principio di trasparenza, l’art. 5, ultimo comma, obbliga la P.A. a comunicare l’unità organizzativa e il nominativo del Responsabile  del procedimento ai soggetti nei cui confronti il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, a quelli che per legge debbono intervenire nel procedimento e, su richiesta, a chiunque vi abbia interesse.

La L. 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha, poi, introdotto nell’impianto della L. 241/1990 l’art. 6bis, concernente il conflitto d’interessi, a mente del quale il  Responsabile del procedimento, nonché i titolari degli uffici competenti ad adottare pareri, valutazioni tecniche, atti endoprocedimentali nonché il provvedimento finale, devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche solo potenziale.

La L. 69/2009, infine, all’art. 8, prevede una specifica ipotesi di responsabilità in capo al Responsabile qualora questi, nel corso della fase istruttoria del procedimento, ometta di chiedere un parere (obbligatorio o facoltativo) all’autorità competente.

Responsabile d’imposta (d. trib.)

Persona, diversa dal soggetto passivo, che la legge tributaria, in alcuni casi, dichiara obbligata al pagamento del tributo o anche all’adempimento di altri doveri fiscali.

Il Responsabile  d’imposta è colui che in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento dell’imposta insieme con altri, per fatti e situazioni esclusivamente riferibili a questi.

Il fondamento di tale obbligazione deriva, come per l’obbligazione principale, direttamente dalla legge.

Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (d. amm.)

Il Responsabile  per la prevenzione della corruzione, individuato dall’organo di indirizzo politico, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio (negli enti locali in genere è il segretario), ha il compito di proporre all’organo di indirizzo politico il piano triennale di prevenzione della corruzione e di definire le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione.

Egli, ancora, si occupa di:

—  verificare l’efficace attuazione del piano e la sua idoneità;

—  verificare, d’intesa con il dirigente competente, l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività in cui è più elevato il rischio di comportamenti corruttivi nonché individuare il personale da inserire nei relativi programmi di formazione (cfr. l’art. 1, comma 7 e seguenti, L. 190/2012, cd. legge anticorruzione).

All’interno di ogni amministrazione, il Responsabile  per la prevenzione della corruzione svolge, di norma, anche le funzioni di  Responsabile per la trasparenza (art. 43 D.Lgs. 33/2013, cd. Testo Unico per la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche). Egli controlla stabilmente l’adempimento, da parte dell’amministrazione, degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all’organo di indirizzo politico, all’Organismo indipendente di valutazione (OIV), all’Autorità nazionale anticorruzione [vedi] e, nelle ipotesi più gravi, all’ufficio di disciplina i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.

Al Responsabile  spetta, infine, provvedere all’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, relativamente alle specifiche misure di monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza.


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