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Revisione

15 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 ottobre 2015



Revisione

Revisione costituzionale (d. cost.)

La Costituzione italiana è una costituzione rigida: per la modifica delle disposizioni in essa contenute è necessario un procedimento speciale, detto procedimento di Revisione, che culmina nella emanazione di una legge costituzionale.

Tale procedimento non è affidato ad un organo ad hoc, bensì allo stesso Parlamento [vedi] nelle forme e nei modi previsti dall’art. 138 Cost. (cd. procedura aggravata), ed è lo stesso procedimento previsto anche per la promulgazione [vedi Promulgazione delle leggi] di nuove leggi costituzionali, che non sono chiamate ad alcuna sostituzione del testo costituzionale.

Una legge costituzionale ha bisogno di una duplice deliberazione da parte di ciascuna Camera [vedi Parlamento] e con una maggioranza qualificata, almeno nella seconda votazione in ognuno dei rami del Parlamento. Se la maggioranza è dei 2/3, la legge verrà senz’altro promulgata e pubblicata. Se la maggioranza è assoluta, inizia un periodo di sospensione di 3 mesi, durante i quali alcuni soggetti (5 Consigli regionali, 500.000 elettori, 1/5 dei membri di una Camera) possono richiedere il referendum [vedi] costituzionale ex art. 138 Cost.

La Revisione incontra limiti espliciti ed impliciti: l’art. 139 esclude la forma repubblicana dalla Revisione.

La Corte costituzionale ha inoltre chiarito che non sono assoggettabili a Revisione i principi supremi appartenenti all’essenza dei valori incancellabili sui quali si fonda la Costituzione: i diritti inalienabili della persona, il principio di unità e indivisibilità della Repubblica, l’aggravamento del procedimento di Revisione e qualche forma di sindacato di legittimità costituzionale.

Iniziativa legislativa

Prima approvazione

–  Camera A

–  Camera B

Intervallo di tre mesi

Seconda approvazione

– Camera A

– Camera B

Nelle due seconde appro-vazioni si è raggiunta la maggioranza dei 2/3 dei componenti le Camere

Nelle due seconde approvazioni si è raggiunta solo la maggioranza assoluta

Promulgazione e pubblicazione della legge

Pubblicazione (senza promulgazione) per tre mesi, durante i quali     possibilità di richiesta di referendum:

–             il referendum non è ri-chiesto

–             il referendum è richiesto

La legge è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validi

Revisione dei trattati (d. int.)

Ogni trattato può essere riveduto (o emendato) totalmente o parzialmente attraverso un nuovo accordo fra gli Stati che ne sono parti.

In realtà l’emendamento, sia generale che parziale, si traduce nella conclusione di un nuovo trattato sulla stessa materia oggetto del primo, nel quale vengono inserite le modificazioni e/o le integrazioni effettuate alla regolamentazione pattizia precedente.

Generalmente in ciascun trattato sono disciplinate le modalità e le condizioni per procedere alla Revisione  del testo; tuttavia l’art. 40 della convenzione di Vienna pone alcune regole suppletive, valide nel caso in cui il trattato non disponga diversamente.

La  Revisione dei trattati bilaterali coinvolge solo due parti ed è di più semplice realizzazione.

Per i trattati multilaterali, invece, bisogna distinguere:

—  nel caso in cui si voglia giungere ad un accordo che vincoli tutte le parti al trattato, la proposta di Revisione  deve essere notificata a tutti gli Stati contraenti, i quali possono quindi partecipare alle fasi di negoziazione e conclusione dell’accordo di emendamento.

Se uno o più Stati decidono di non aderire all’accordo di emendamento, i rapporti fra questi ed uno Stato che sia parte dei due trattati, sono regolati dal trattato di cui sono parti entrambi;

—  nel caso in cui l’accordo di modifica è concluso soltanto fra alcuni degli Stati parti del trattato, è possibile la Revisione a condizione che non sia espressamente vietata dal trattato, che non pregiudichi la situazione degli Stati estranei al nuovo trattato, e che sia compatibile con l’oggetto ed il fine del trattato originario. Gli accordi modificativi devono comunque essere notificati agli altri Stati.

Revisione della sentenza penale (d. p. pen.)

La Revisione, a differenza dell’appello e del ricorso per cassazione, è un mezzo straordinario di impugnazione, e in quanto tale è idoneo a travolgere il giudicato.

Ha ad oggetto pronunce irrevocabili con contenuto di condanna ed è esperibile senza limiti di tempo.

I casi di Revisione sono quattro (art. 630 c.p.p.):

—  inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della condanna con quelli di altra sentenza irrevocabile;

—  sopravvenuta revoca della sentenza pregiudiziale, civile o amministrativa (ad es., revoca della sentenza civile dichiarativa di fallimento cui è conseguita la condanna per bancarotta);

—  sopravvenienza di nuove prove di innocenza;

—  falsità in atti o in giudizio o ad altro fatto reato da cui dipenda l’attuale condanna.

Un nuovo caso di) Revisione è stato introdotto in seguito alla sentenza di illegittimità dell’art. 630, da parte della Corte cost. n. 113/2011.

La Revisione potrà essere eseguita ogni volta che la Corte europea dei diritti dell’uomo abbia condannato l’Italia per violazione di una norma della Convenzione europea attinente ai principi del giusto processo penale.

La Revisione  può essere chiesta dal condannato o da altri soggetti che si trovino in particolari rapporti con lui, e dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello.

La sentenza può essere di rigetto, ed allora è ripristinata l’esecuzione della pena, o di accoglimento, e in questo caso viene revocata la condanna oggetto del giudizio di Revisione

Revisione legale dei conti (d. comm.)

Tutte le società di capitali sono obbligate ad assoggettare a Revisione legale i conti annuali e consolidati, cioè devono affidare a soggetti esterni o anche al collegio sindacale un controllo sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato e sulla coerenza delle relazioni di gestione con i bilanci stessi.

Le norme sulla Revisione contabile contenute nel codice civile e nel D.Lgs. 58/1998 (TUF) sono state traslate nel D.Lgs. 39/2010 (di recepimento della direttiva 2006/43/CE) che ha introdotto rilevanti modifiche di carattere formale e sostanziale alla disciplina in esame. Le nuove disposizioni incidono su tutte le tipologie societarie e viene meno la classica distinzione tra società quotate, la cui disciplina della Revisione era contenuta nel TUF e società non quotate, la cui disciplina della Revisione era contenuta nel codice civile. Innanzitutto, il termine «controllo contabile» è stato sostituito da quello di «Revisione».

Nelle società per azioni e in accomandita per azioni la Revisione  è affidata ordinariamente ad un soggetto esterno (persona fisica o società) purché iscritto all’apposito registro.

Tuttavia, se espressamente previsto dall’atto costitutivo, la Revisione può essere affidata al collegio sindacale (in alternativa a revisori esterni), ma in tal caso tutti i sindaci devono essere iscritti al registro e, comunque, questa soluzione non è praticabile se la società è tenuta a redigere il bilancio consolidato.

La tipologia societaria maggiormente interessata dalla riforma della  Revisione legale è la società a responsabilità limitata.

La norma di riferimento è l’art. 2477 c.c., con il quale il legislatore ha ampliato l’autonomia organizzativa dei soci di s.r.l., i quali potranno scegliere tra diverse forme di controllo.

Per quanto riguarda i controlli facoltativi, l’art. 2477, co. 1, c.c., dispone che l’atto costitutivo può provvedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la Revisione , la nomina di un organo di controllo o di un revisore. È precisato che qualora lo statuto non disponga diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo.

Per quanto riguarda i controlli obbligatori, pur rimanendo inalterati i presupposti che rendono necessaria la nomina di un controllore (se la società ha un capitale sociale pari o superiore a 120.000 euro; se è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; se controlla una società obbligata alla Revisione ; se ha superato, per due esercizi consecutivi, almeno due dei limiti previsti dall’art. 2435bis c.c. per la redazione del bilancio in forma abbreviata), l’art. 2477 c.c. dispone che le s.r.l. potranno scegliere di dotarsi di un organo di controllo interno, vale a dire del sindaco unico ovvero del collegio sindacale, oppure alternativamente di un revisore.

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