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Ricusazione

15 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 ottobre 2015



Ricusazione (d. p. civ.) (d.p. pen.)

Ricusazione  nel processo civile

Nel processo civile, allo scopo di garantire ai cittadini l’assoluta estraneità ed imparzialità del giudice rispetto alle parti in causa (nemo iudex in re sua), l’art. 52 c.p.c. dispone che nei casi in cui l’astensione [vedi] è obbligatoria, ciascuna delle parti può proporre la Ricusazione  del giudice o di uno dei giudici componenti il collegio.

La Ricusazione  si propone mediante ricorso [vedi] contenente i motivi specifici e i mezzi di prova, che, a pena di inammissibilità, deve essere sottoscritto dalla parte o dal difensore e depositato in cancelleria due giorni prima dell’udienza, se al ricusante è noto il nome dei giudici che sono chiamati a trattare o decidere la causa, e prima dell’inizio della trattazione o discussione di questa nel caso contrario.

Ha inizio, così, un vero processo incidentale, che sospende il processo principale, in quanto il giudice ricusato non può compiere nessun atto.

Il presidente del Tribunale decide sulla  Ricusazione  di un giudice di pace ed il collegio su quella di uno dei suoi componenti.

La decisione è pronunciata con ordinanza non impugnabile, udito il giudice ricusato e assunte, quando occorre, le prove offerte (art. 53 c.p.c.); l’ordinanza che accoglie il ricorso designa il giudice che deve sostituire quello ricusato. La L. 69/2009 ha reso facoltativa la condanna alle spese in caso di rigetto della Ricusazione   e ne ha aggiornato l’importo.

Le parti devono provvedere a riassumere [vedi Riassunzione] il processo principale sospeso, nel termine perentorio di tre mesi dalla comunicazione dell’ordinanza suddetta.

Ricusazione  nel processo penale

Nel processo penale la Ricusazione  riguarda le ipotesi di iudex suspectus e si risolve nella sostituzione del giudice ricusato, in caso di accoglimento della relativa richiesta (art. 43 c.p.p.), e nella possibile invalidazione degli atti da lui compiuti (art. 42 c.p.p.); in ogni caso nella preclusione temporanea a pronunciare sentenza finché non si provvede sulla Ricusazione  (art. 37 c.p.p.).

Nel caso in cui, dopo il rigetto, la Ricusazione  venga riproposta basandola sugli stessi motivi, non opera più alcuna preclusione per il giudice ad emanare sentenza (Corte cost. 23-1-1997, n. 10).

La dichiarazione di  Ricusazione  può essere proposta, nell’udienza preliminare [vedi], fino a che non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti; nel giudizio [vedi], fino alle questioni preliminari al dibattimento; in ogni altro caso, prima del compimento dell’atto da parte del giudice.

Si propone con dichiarazione resa dal P.M. o dalle altre parti private, contenente l’indicazione dei motivi e delle prove ed è soggetta a rigide preclusioni [vedi] (art. 38 c.p.p.). La Ricusazione  ha sempre natura discrezionale, spettando alle parti valutare se, nel caso concreto, il giudice sia realmente sospetto e se si possa fare affidamento sulla sua imparzialità o convenga provocarne la sostituzione, azionando il meccanismo della Ricusazione . Qualora, peraltro, questo meccanismo sia malamente azionato (quindi in caso di inammissibilità e di rigetto), può essere irrogata una sanzione pecuniaria, a titolo punitivo, essendosi proiettate ombre inconsistenti sull’obiettività di un giudice (sanzione a carico solo della parte privata, mai del P.M., istituzione non assoggettabile a sanzioni pecuniarie personali).

I motivi di Ricusazione  riguardano l’indebita manifestazione del proprio convincimento sui fatti oggetto dell’imputazione o una delle cause di astensione.

I motivi di  Ricusazione , costituenti anche motivi di astensione, sono:

—  la presenza di interesse proprio;

—  rapporti debitori o creditori con le parti;

—  talune qualità personali che legano il giudice alle parti;

—  un’anticipazione del giudizio da parte del giudice;

—  l’inimicizia grave con le parti;

—  taluni legami familiari con le parti o i soggetti processuali o con la persona del P.M., secondo l’elencazione, dettagliata e tassativa, racchiusa nell’art. 36 c.p.p.

Essendo incentrata sull’imparzialità, la  Ricusazione  da un lato non può investire il P.M., essendo costui parte e quindi non imparziale; dall’altro lato può riguardare qualsiasi giudice, sia quello delle indagini preliminari (G.I.P.), sia il giudice del giudizio.

Trattandosi di denuncia di sospetta parzialità rivolta contro il giudice, la  Ricusazione  viene decisa dall’organo giudiziario sovraordinato (art. 40 c.p.p.), a differenza di quanto prescritto in tema di astensione.

In particolare, sulla  Ricusazione  di un giudice del Tribunale, della Corte di Assise o della Corte di Assise di Appello, decide la Corte di Appello; sulla Ricusazione   di un giudice della Corte di Appello, decide la stessa Corte, ma una sezione diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato (art. 40 c.p.p.).

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